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23 dicembre 2011 | Fabio Micera | Blog | 59 Comments

Regole per il nuovo regime dei minimi

Regole per il nuovo regime dei minimiL’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet i provvedimenti attuativi n. 185820/2011 (imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) e n. 185825/2011 (modalità di applicazione del regime contabile agevolato),  stabilendo le regole per l’applicazione del nuovo regime dei minimi e delle regole per gli ex minimi.

Le novità stabilite per chi vorrà applicare il nuovo regime contabile:

  • i nuovi minimi non applicheranno la ritenuta d’acconto;
  • non saranno soggetti allo spesometro;
  • la nuova attività non deve costituire mera prosecuzione di un’altra precedentemente svolta, anche sotto forma di lavoro dipendente ma l’esclusione non opera quando il contribuente prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà;
  • il nuovo regime dei minimi è un’opzione valida anche per chi abbia optato per il regime ordinario o per il “forfettino”. In questi casi, i benefici dureranno per la durata residua al completamento del quinquennio ovvero fino all’anno in cui cade il trentacinquesimo compleanno;
  • chi per obbligo o per scelta esce dal regime non potrà più rintrarvi.

Ricordo brevemente che il nuovo regime si applica alle persone fisiche che iniziano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo per il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e per i quattro successivi, anche oltre il quarto anno successivo e fino all’anno in cui il contribuente compie 35 anni.

I soggetti che intendono optare per il regime dei minimi:

  1. devono aver conseguito ricavi oppure  compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 30.000 euro;
  2. non hanno effettuato cessioni all’esportazione;
  3. non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori;
  4. nel triennio solare precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro;
  5. non si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto;
  6. sono soggetti residenti;
  7. non effettuano in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili;
  8. non partecipano a società di persone o associazioni  oppure  società a responsabilità limitata.

Per quanto concerne la partecipazione in società di capitali o di persone, la Circolare dell’AdE datata 2001 aveva chiarito che essere stati (negli anni precedenti l’inizio attività) socio di S.r.l. oppure socio accomandante di una S.a.s. senza l’effettivo svolgimento di attività d’impresa, non costituiva causa ostativa alla scelta del regime contabile dei ‘forfettini’ (per analogia, sono state fatte valere le stesse regole per i minimi), come avevo riportato in questo articolo.

Possono applicare il regime anche i soggetti che sono già in attività, a condizione che la stessa sia iniziata dopo il 31.12.2007. Anche in questo caso vi è stata una novità importante costituita dal fatto che si fa riferimento allo svolgimento effettivo e quindi all’inizio effettivo dell’attività e non solo al momento di apertura della partita IVA.

Le agevolazioni previste sono le stesse dei vecchi minimi ma l’imposta sostitutiva diminuisce dal 20% al 5%. I contribuenti sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili (ciò non esclude che si debbano conservare e numerare le fatture ed i corrispettivi legati all’attività svolta), inoltre il regime non esonera coloro che effettuano operazioni intracomunitarie dalla richiesta di inserimento nell’archivio Vies. E’ previsto invece l’esonero dalla comunicazione dati rilevanti ai fini IVA (il cosiddetto spesometro) e la comunicazione inerente le operazioni con soggetti ‘black list’.

Rientri nel nuovo regime dei minimi?

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A causa delle tantissime domande ricevute giornalmente tramite il blog e i social network, il Dott.Fabio Micera si riserva di pubblicare e rispondere alle domande più esemplificative al fine di chiarire quanto più possibile gli articoli esposti. Per ulteriori richieste di consulenze a pagamento contattare il Dott.Micera su info@studiomicera.it

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Comments (59)

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Stefano Sirri » 23. dic, 2011

Vorrei segnalare una precisazione riguardo al punto 8):
il socio accomandante di sas o sapa (conferendo solo capitale e non partecipando alla gestione d’impresa) puo’ accedere tranquillamente al regime, come anche il socio di società di capitali che non partecipa alla gestione d’impresa.
Solamente il socio di Srl che ha optato per il regime di cui all’articolo 116 del testo unico sui redditi (tassazione per trasparenza) non puo’ accedere ai minimi.

Saluti

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Fabio Micera » 23. dic, 2011

Ottima osservazione, è corretto. Aggiungo la precisazione nel corpo dell’articolo, per chiarezza espositiva. Cordiali saluti

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Sebastian » 23. dic, 2011

Ciao Fabio, sai aiutarmi con questo dubbio che non trova risposta?

In relazione ai nuovi minimi, cosa vuol dire che “non applicheranno la ritenuta d’acconto”?

In teoria essendo scesa l’imposta sostitutiva al 5% dovremo applicare una ritenuta del 5%, giusto?

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Fabio Micera » 23. dic, 2011

Significa che gli importi non saranno proprio soggetti alla ritenuta d’acconto che con i vecchi minimi è (fino al 31 di dicembre) al 20%. Questa applicazione ha avuto luogo già con il regime delle nuove iniziative produttive ed era stata una grave svista non averla applicata in prima battuta anche per il nuovo regime dei minimi.
In soldoni, la ritenuta d’acconto costituisce un credito che puoi detrarre dalle tasse da pagare sui tuoi compensi. Capisci bene che avendo una parcentuale di ritenuta notevolmente superiore alle tasse da pagare (20% contro il 5% di imposta sostitutiva), i nuovi minimi, fatturando con ritenuta d’acconto, si sarebbero potuti trovare sempre a credito, quindi virtualmente senza avere tasse da pagare.
Bisogna vedere se cambierà la dicitura da applicare alle fatture, si fa un generico riferimento a ‘un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva’ che rimanda a quella esistente per le nuove iniziative produttive.
Scusami il commento lungo, spero di aver dissipato i tuoi dubbi

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Sebastian » 24. dic, 2011

Grazie Fabio, altro che scusa “per il commento lungo”! :-)

Hai eliminato i dubbi di molti (me compreso). Ora è tutto più chiaro: in effetti era un po’ anomala la situazione in cui si andava sempre a credito.

Ancora grazie!
Buon lavoro.

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Amedeo Di Pane » 26. dic, 2011

Salve vorrei chiedere come funziona l’inps nel regime dei super minimi? Si paga sempre 2800€ anche senza fatturare, o cambierá qualcosa?

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Fabio Micera » 27. dic, 2011

Cambierà qualcosa ma non per effetto delle nuove regole sui minimi che investono solo il cambio di tassazione sostitutiva (dal 20% al 5%). Il cambiamento sarà quello delle nuove aliquote INPS, più care, perchè vi sarà l’aumento dell’1,3% per artigiani, commercianti e coltivatori diretti mentre per chi è iscritto alla Gestione Separata le aliquote aumenteranno dell’1%.

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Amedeo Di Pane » 27. dic, 2011

Quindi io come webmaster, aprendo la p.iva a gennaio rientrando nei minimi pagherò il 5% di aliquota e come INPS pagherò a percentuale sul reddito o sempre un fisso di oltre 2800€ l’anno anche senza reddito?

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Fabio Micera » 27. dic, 2011

Si può iscrivere alla Gestione Separata Inps che prevede una percentuale di contribuzione sui redditi da lavoro autonomo e usufruire della tassazione sostitutiva al 5%.

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Gianna » 29. dic, 2011

Gent.mo Dottor Micera,
ho 28 anni e vorrei aprire -ora a inizio gennaio 2012- la partita iva col regime dei minimi. Ho verificato e mi pare di avere tutti i requisiti richiesti. Mi resta però un dubbio relativo alla clausola della “non mera prosecuzione dell’attività pregressa”.
Mi spiego meglio: io nell’ultimo anno ho avuto due co.co.pro continuativi con un ente (l’ultimo contratto scade ora, il 31/12) e un altro co.co.pro. con un altro ente (scaduto a ottobre 2011). Entrambi erano per mansioni in ambito comunicazione e organizzazione, specificamente legati a singoli eventi.
Insieme a questi, ho avuto una prestazione occasionale -sempre nel 2011- come social media strategist.
Nei primi due casi (coi contratti co.co.pro) da contratto potevo usare gli uffici dei miei datori di lavoro (come in effetti è poi stato), nel caso della prestazione occasionale ciò non era stato specificato.

La partita che vorrei aprire ora sarebbe invece come consulente marketing e pr.
Lavorerei principalmente da casa e avrei clienti nuovi e diversi rispetto a quelli di qui sopra (anche se uno potrebbe “riproporsi”, ma non come cliente principale nè con lo stesso tipo di contratto nè con lo stesso tipo di compenso).

Considerando tutto quanto le ho esposto qui sopra, ritiene che si tratterebbe di una prosecuzione della attività che svolgevo precedentemente? oppure -come spero- non dovrei avere problemi nel rientrare nel regime dei minimi?
Specifico inoltre che non ho mai avuto partita iva prima d’ora e che i contratti di qui sopra erano con adesione alla gestione separata dell’inps.

Grazie per la sua attenzione e per i consigli che mi vorrà dare, a presto!

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Fabio Micera » 02. gen, 2012

I provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate parlano di effettivo svolgimento del lavoro e non solo di apertura della partita Iva. Ho qualche dubbio in merito allo svolgimento pregresso di attività nel campo della comunicazione per cui si è dovuta iscrivere alla gestione separata (i contratti a progetto sono ostativi alla scelta del nuovo regime dei minimi) che potrebbe risultare affine al lavoro come pr, tra l’altro come da lei specificato potrebbe ‘riproporsi’ un vecchio cliente. A nulla vale la possibilità che sia o meno un cliente ‘principale’.
Valuti bene la ‘separazione’ tra vecchio e nuovo lavoro perché non vi possano essere interpretazioni negative da parte dell’Agenzia delle Entrate, aspettiamo eventuali risposte ai quesiti ‘frequenti’ da parte del Fisco, come è successo in passato.
Cordiali saluti

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Dario » 02. gen, 2012

Sono in una situazione mi pare simile a quella di Gianna, ho un contratto a progetto prossimo alla scadenza, il committente non è intenzionato a rinnovarlo, anche se sembra disposto a collaborazioni.

Di fatto l’unica opzione che avrò per lavorare è la partita iva e chiaramente il regime dei nuovi minimi sarebbe… interessante!

Ma l’ex committente sarebbe un potenziale cliente, non l’unico – uno dei clienti, che tutto sommato mi terrei anche; ecco la domanda: quindi l’”aver perso il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà” non comprende anche il contratto a progetto giunto a scadenza?

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Victoria » 02. gen, 2012

Buongiorno,
sono un libero professionista di 29 anni. Ho aperto partita IVA dal luglio 2009 e non ho mai sforato i 30000 euro di reddito/anno.
Dovrei pertanto rientrare nel nuovo regime dei minimi.
Come dovrebbe essere la mia fattura?
Grazie

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Fabio Micera » 04. gen, 2012

Consiglio di leggere anche il mio articolo riguardo la ritenuta d’acconto per i nuovi minimi: http://www.studiomicera.it/ritenuta-dacconto-per-i-minimi-2012/. Le anticipo però che la fattura non conterrà più la ritenuta d’acconto, quindi si avrà solo compensi (o ricavi) più rivalsa INPS (o cassa professionale se è questo il suo caso). I nuovi minimi dovranno fornire una dichiarazione ai propri clienti indicando che non applicano Iva e ritenuta d’acconto in fattura perché rientranti nel nuovo regime dei minimi.
Cordiali saluti

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Andrea » 02. gen, 2012

Ciao Fabio scusa se approfitto della tua disponibilità ma non mi sono chiare alcune cose, ti spiego la mia situazione.
Son un ing. libero professionista, ho aderito al vecchio regime dei minimi aprendo la p.iva nel 2010. nelle fatture emesse fino a dicembre 2010 applicavo la rit. d’acconto del 20% (ai sostituti d’imposta), nella dichiarazione dei redditi l’aliquota irpef era del 20% e non avevo l’obbligo di versare l’iva. Nel nuovo regime leggo da alcune parti che la ritenuta è del 5% e in alcune parti che non deve essere applicata la ritenuta in fattura, quale delle due è vera? nel caso non ci fosse la ritenuta d’acconto devo tenerne ovviamente conto nell’importo della fattura. alla fine nella dichiarazione dei redditi quale sarà l’aliquota irpef? continuo ad essere esente dal versamento dell’iva?

Scusa per la lunghezza della domanda ma sono veramente molto confuso.

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Fabio Micera » 04. gen, 2012

Qui puoi leggere quello che cerchi: http://www.studiomicera.it/ritenuta-dacconto-per-i-minimi-2012/. La ritenuta non si applica più ed è la tassazione al 5%. Si continuerà a non applicare l’Iva.

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Andrea » 04. gen, 2012

Mi è venuto un altro dubbio, le fatture emesse nel 2012, quindi con la ritenuta al 20%, ma non saldate entro l’anno, sono ancora valide o da rifare secondo i criteri del nuovo regime? Inoltre su queste la tassazione è ancora al 20% anche se non c’è la ritenuta o è anche qui al 5%?
Ti ringrazio ancora per la disponibilità.

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Fabio Micera » 06. gen, 2012

Per il regime dei minimi si applica il principio di cassa, quindi si dovrà fare una nota di variazione, fatti salvi i casi di cui ho parlato qui: http://www.studiomicera.it/sono-un-nuovo-minimo-e-ora/. Buon lavoro

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Monica » 04. gen, 2012

Gentile Dott. Micera,
le chiedo di dare una opinione sulla mia posizione (e chiedo scusa se ho inviato il quesito su altre pagine del suo sito). Sono laureata in ingegneria, fino al marzo 2010 ho effettuato attività di ricerca e docenza a tempo determinato presso una università statale (iscrizione gestione separata inps per dottorato di ricerca e assegni di ricerca).
Terminata l’attività di ricerca da luglio 2010 a marzo 2011 ho esplicato attività di collaborazione occasionale per una società di ingegneria (società1) e per il mio dipartimento universitario, emettendo alcune ricevute con CF per un totale lordo di 5000 euro, a cui è stata applicata la RA. Le ricevute erano relative a compensi di attività professionale occasionale come consulente esperto della materia grazie alla ricerca che stavo svolgendo. Da maggio 2011 ho aperto PIVA, e avviato una attività di consulenza per enti pubblici e società private, il caso vuole che le fatture emesse nel 2011 sono prevalentemente a carico della Società1, anche se ho convenzioni avviate con enti pubblici con parcella individuata ma senza aver ancora emesso fattura.

Il quesito è se posso aderire al nuovo regime dei minimi o le attività svolte nel 2010-2011 (ricevute con RA) ricadono nel vincolo di mera prosecuzione?

Fermo restando che l’attività professionale di un ingegnere è a 365 gradi, per cui il caso vuole che le fatture siano tutte simili ma spero che in futuro il mio orizzonte professionale sia più ampio. Nel 2011 ho epletato attività professionale anche per altri privati e colleghi ingegneri, potrebbe essere utile emettere le fatture con data dicembre 2011 anche se i clienti ancora non mi addebiteranno l’importo?

Ringrazio per la disponibilità

Cordialmente

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Fabio Micera » 06. gen, 2012

Le ricevute per prestazioni occasionali non ‘ricadono’ nel vincolo della mera prosecuzione. Per quanto riguarda il discorso delle fatture, le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo quindi il momento che fa scattare l’obbligo di emettere fattura è quello in cui i professionisti incassano il corrispettivo, ricadendo nel principio di cassa.
Cordiali saluti

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Luca Giovagnoli » 05. gen, 2012

Salve, innanzitutto grazie per l’articolo, il più chiaro che abbia potuto reperire in rete.

Ho una domanda: avendo aperto la p. iva nel settembre 2011 con contestuale adesione al regime agevolato per nuove iniziative, e volendo passare al nuovo regime dei minimi 2012, tale passaggio è automatico o no? Chiedo perché altrove ho letto di “abolizione” dei 2 vecchi regimi agevolati, e ciò credo dovrebbe implicare un trasferimento automatico per chi mantiene i requisiti.

Già che ci sono: nelle fatture 2011 emesse ho, erroneamente, inserito ritenuta d’acconto, laddove se non erro per il regime agevolato era escluso. Come devo comportarmi? Potrò chiedere il rimborso, potrò utilizzarle come credito, devo aspettarmi un’odissea burocratica per capirlo?

Grazie,

Luca

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Fabio Micera » 06. gen, 2012

Il passaggio può avvenire in automatico alla fine del triennio di applicazione del regime delle nuove iniziative produttive. Potrà avere problemi per quanto riguarda la fatturazione perché il regime da lei scelto prevedeva di fornire ai clienti un dichiarazione in cui dichiarava di non applicare le ritenute inoltre, se presenti in fattura i relativi importi, i clienti le avranno anche versate.
Cordiali saluti

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Roberta » 05. gen, 2012

Buongiorno,
ho 26 anni e ho aperto la partita Iva nel settembre 2009. Da allora ho sempre avuto il regime dei minimi, guadagnando lorde dai 23.000 (2010) ai 20.000 (2011).
Nel 2012 molto probabilmente guadagnerò 25.000,00.
Calcolando 5.000 euro di spese, quanto guadagnerò netto all’incirca? Da quanto ho capito per me la situazione migliorerà con il nuovo regime!
Grazie in anticipo per la risposta.

Replica
Fabio Micera » 09. gen, 2012

Orientativamente, sotragga dai compensi le spese effettuate, sottragga ancora i contributi previdenziali che avrà pagato quest’anno e calcoli il 5% su quanto rimasto.

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Pietro » 05. gen, 2012

Egr.Dott.Micera,
ho letto il suo interssante articolo, ma ho bisogno di un chiarimento.
Ho 48 anni e da 10 anni sono socio accomandatario di una SAS che commercia all’ingrosso prodotti editoriali. Con il 2012 vorrei intraprendere una nuova attivita’ in proprio di amministrazione di condomini e mi chiedevo se per questa posso adottare il regime dei nuovi minimi, visto che non e’ correlata con la mia precedente attivita’
Cordialmente.

Pietro

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Fabio Micera » 07. gen, 2012

Non e’ possibile per lei a causa della qualifica di accomandatario che detiene nella sia società. Cordiali saluti

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Giuseppe » 07. gen, 2012

Ho necessita’ di sottoporre un quesito.
Sto per fare aprire la P.iva a mio figlio aprire una agenzia di servizi aderendo al regime dei minimi.
Per svolgere alcuni dei servizi, dovrà avvalersi di collaborazioni occasionali. Potrà farlo regolarmente o dovrà rinunciare?

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Fabio Micera » 09. gen, 2012

Le collaborazioni occasionali sono rapporti di lavoro diverso da quello dipendente, quindi non sono spese escluse da quelle possibili per un minimo.

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Carmelo » 08. gen, 2012

Salve, vorrei sapere se un libero professionista che dal 1 gennaio 2012 rientra nel regime dei super minimi, è tenuto a versare comunque gli acconti INPS oppure funziona tutto con il principio di cassa come per l’imposta sostitutiva del 5% ?

Grazie 1000

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Fabio Micera » 09. gen, 2012

Si paga l’Inps e l’ammontare dei contributi corrisposti nell’anno serve a diminuire il reddito su cui verrà calcolata l’imposta sostitutiva. Cordiali saluti

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andrea » 09. gen, 2012

Salve, ho letto l’articolo e i commenti ma sono ancora perplesso su un punto, ovvero quello relativo alla Gestione Separata. Ho lavorato come grafico emettento ricevute fiscali e a progetto svolgendo altre mansioni (divere dall’ambito grafico). Per quest’ultima tipologia di contratto ho aperto la gestione separta all’inps.

Adesso per un offerta di lavoro e per aumentare il mio volume di affari vorrei aprire una partita iva e mi hanno detto che per la professione web designer/web master/grafico o simili devono iscrivermi alla cassa per commercianti ed artigiani con conseguente tributo dovuto all’INPS di 3500 euro circa all’anno per fatturato da 0 a 13000 euro.

Volevo chiedere se queste informazioni sono esatte ed in secondo luogo se è possibile aprire la partita iva dei minimi continuando a versare i contributi con la gestione separata (quindi in percentuale, credo 4%, su fatturato dichiarato). Tengo a precisare che ho meno di 35 anni e non ho mai aperto partita iva e mai avviato un attività.

Grazie in anticipo

Replica
Fabio Micera » 09. gen, 2012

Se ha lavorato con contratti a progetto non può aderire al nuovo regime dei minimi. In ogni caso un web designer si può iscrivere alla Gestione Separata, ovviamente dopo l’apertura della partita iva non sarà collaboratore ma si iscriverà come professionista. Cordiali saluti

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Sabina » 12. gen, 2012

Buongiorno Dottor Micera, vorrei avere dei chiarimenti in merito alla mia situazione. Ho aperto p.iva nel 2011; precedentemente ho lavorato con contratto co.co.pro. per la ditta che è adesso il mio principale committente. Secondo Lei, rientro nei nuovi minimi?
Grazie
Sabina

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Fabio Micera » 12. gen, 2012

La circolare n. 8 del 26 gennaio 2001 afferma che costituisce mera prosecuzione di attività di impresa o professionale quella che sia realizzata usando gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro, negli stessi luoghi e verso gli stessi clienti. Si dovrebbe verificare nel merito se ricorre uno di questi casi.

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Salvatore perri » 13. gen, 2012

Grazie per la sua risposta.

Replica
bruno » 14. gen, 2012

Salve.

Ho appena aperto P. IVA, potendo usufruire del nuovo regime dei minimi. A tal proposito, avrei un quesito da porre alla Sua cortese attenzione.

Sul modello AA9/10 dell’Agenzia delle Entrate, al quadro B, tra i regimi fiscali agevolati, non esiste l’opzione relativa al nuovo regime dei minimi (2012).
Pertanto, volendo usufruire di questo regime
ho comunque barrato la casella dei vecchi minimi (2007).

Presso l’ufficio dell’AdE nessuno degli operatori ha saputo fornirmi notizie utili in proposito. Anche sul loro terminale non vi era riferimento alcuno al DM 98/2011; mi è stato detto che, comunque sia, potrò fare in seguito una variazione a quanto dichiarato.

Vorrei avere qualche indicazione su come comportarmi in merito.

Cordialmente,
-bruno

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Fabio Micera » 18. gen, 2012

“…mi è stato detto che, comunque sia, potrò fare in seguito una variazione a quanto dichiarato….”. Non posso che rimettermi alle parole dell’Agenzia delle Entrate. Vorrei ricordare a quanti mi scrivono sul blog che sono un consulente, non un legislatore, quindi anch’io non posso che rifarmi a quanto previsto dalla legge o indicato dal Fisco. Cordiali saluti

Replica
bruno » 18. gen, 2012

La ringrazio per la risposta che, arrivando a fagiuolo proprio stamane, mi permette di dare un aggiornamento, spero utile per il suo lavoro di consulente o, almeno, per i visitatori del suo blog.

Per quanto riguarda l’apertura di partita IVA in regime dei c.d. “superminimi”, stando alle informazioni che ho raccolto in questi giorni tramite l’AdE (call center e ufficio prov.),
è sufficiente barrare la casella dei minimi 2007; ciò consente di entrare in automatico nel nuovo regime, in virtù del fatto che il vecchio regime è stato per l’appunto “pensionato” dal nuovo.
E’ comunque verosimile che l’AdE nei prossimi mesi provvederà all’aggiornamento del modello AA9/10, proprio per tener conto di questa novità.

Cordialmente

Replica
Fabio Micera » 18. gen, 2012

La ringrazio di aver postato qui il suo contributo. Buon lavoro e cordiali saluti

Replica
Mircea Pantea » 16. gen, 2012

Salve!
Ho aperto la partita iva nel regime dei minimi come artigiano edile nel 2008.Prima ero dipendente part-time di una ditta artigiana sempre nel campo del edilizia.
Non ho fatto delle fatture per prestazioni all mio ex dattore di lavoro, ma e molto probabile che l abbia fatto o lo faro per i sui clienti .Gli atrezzi(beni) usati e cantieri(luoghi) sono diversi.
In questo caso e una “mera prosecuzione” del ativita svolta in precedenta?
Ringrazio in anticipo.

Replica
Fabio Micera » 16. gen, 2012

Lavorare per gli stessi clienti dell’ex datore di lavoro potrebbe configurare il caso della prosecuzione di attività. Cordiali saluti

Replica
Alessandra Stefanut » 22. gen, 2012

Buongiorno dott. Micera,
ho 31 anni e ho aperto partita iva con il forfettino nel 2011, ora vorrei passare al nuovo regime dei minimi. Ho lavorato precedentemente come grafica (dipendente) e ho aperto la partita iva per fare “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari” (che non sarebbe una mera prosecuzione del lavoro “grafica”).

Posso aderire al nuovo regime dei minimi con questi requisiti? Se si, viene applicato automanticamente o devo andare il Agenzia delle Entrate per segnare il cambio?
Se no: sarebbe un opzione valida di cambiare il codice attivitá o chiudere e riaprire la partita iva?

Grazie mille e saluti

Replica
Alessandra Stefanut » 22. gen, 2012

Volevo aggiungere che non uso gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro, lavoro in un’altro luogo e verso altri clienti.

Inoltre volevo chiedere cosa succede nel caso di una coesistenza di lavoro autonomo e dipendente (lavoro autonomo sempre per altri clienti, altro luogo e altri beni strumentali)

Grazie ancora e distinti saluti

Replica
Fabio Micera » 24. gen, 2012

La persona fisica che è dipendente che esercita un’attività professionale completamente diversa da quella di lavoro dipendente, se possiede i requisiti previsti dalla legge, può entrare a far parte dei nuovi minimi. Cordiali saluti

Replica
cristina » 10. mar, 2012

Dott. Micera
mi permetto anche io di farle una domanda.

Nel gennaio 2012 ho fatto prestazione occasionale ad un cliente.
Ora vorrei aprire partita iva con regime dei minimi per poter fatturare altri lavori che mi sta commissionando sempre lo stesso cliente.
Posso?

La ringrazio.

Replica
Fabio Micera » 13. mar, 2012

In mancanza di esplicite previsioni normative, non sembra che le prestazioni occasionali possano costituire una causa ostativa ad optare per il nuovo regime dei minimi. Cordiali saluti

Replica
Salvo » 22. mar, 2012

Salve,
intanto complimenti per l’ottimo articolo.
Non mi è chiara la questione dei tre anni precedenti. Poniamo il caso di aver aperto e chiuso l’attività nel 2009. Se ho ben capito, se oggi si volesse riaprire l’attività non si potrebbe accedere al regime dei minimi, mentre se non si fosse chiusa allora si.

È corretto? Oppure aprendo e chiudendo nel 2009, ad oggi si può aprire ed accedere al regime dei minimi?

Grazie mille.

Replica
Fabio Micera » 31. mar, 2012

La ringrazio. Non potrebbe aprire la partita iva chi ha chiuso la propria posizione nel 2009, perché non sono passati i tre anni previsti dalla normativa. Non è detto invece che se non si fosse chiusa la partita iva sarebbe stato automatico il passaggio al nuovo regime dei minimi perché questo è subordinato ai requisiti richiesti.
Solo avendo tutti i requisiti si può passare al nuovo regime. Vi è la possibilità per chi invece rimane lavoratore dipendente e contestualmente apra una partita iva perché non vi è un esplicito diniego in tal senso. Cordiali saluti

Replica
Nicola » 08. apr, 2012

Salve! Scusi se approfitto della sua competenza e gentilezza. A Febbraio di quest’anno ho attivato P.iva come lavoratore autonomo in regime dei minimi. Non ho ancora emesso alcuna fattura, in quanto ancora non ho ricevuto compensi (probabilmente inizierò a riceverne tra qualche settimana, mi auguro). Di questo regime mi è quasi tutto chiaro, tranne un punto: l’inps. Ho letto che “bisogna” iscriversi alla gestione separata dell’inps. Io non mi sono ancora iscritto, perché non ho capito se è obbligatorio o no. In passato non ho mai percepito alcun reddito, mai stato assunto, mai pagato l’inps. Quindi vorrei capire se ora sono obbligato ad iscrivermi all’inps (con gestione separata o in altro modo?) e, se si, entro quando, dove e come dovrei richiedere l’iscrizione?
Grazie infinite se vorrà rispondere e… BUONA PASQUA!

Nicola

Replica
Fabio Micera » 18. apr, 2012

L’iscrizione ad un ente previdenziale è senz’altro obbligatoria, l’art. 2 c. 27 della L. 335/95 ha stabilito che: “I soggetti tenuti all’iscrizione prevista dal comma 26 comunicano all’INPS, entro il 31/01/1996, ovvero dalla data di inizio dell’attività lavorativa, se posteriore, la tipologia dell’attività medesima, i propri dati anagrafici, il numero di codice fiscale e il proprio domicilio”.
Cordiali saluti

Replica
maria » 12. apr, 2012

Buongiorno volevo chiederle un’informazione. Io vorrei aprire partita iva con regime dei minimi 2012, volevo sapere se c’è un massimo di spese in beni strumentali annui,grazie

Replica
Fabio Micera » 12. apr, 2012

C’è un limite all’acquisto dei beni strumentali (15mila euro) ma si riferisce ad un triennio, non al singolo anno. Cordiali saluti

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Domenico » 04. mag, 2012

Egregio Dott Micera ho aperto Partita Iva il 30 Settembre del 2011 aderendo al regime delle nuove attività produttive; sono iscritto alla gestione separata INPS come libero prfessionista. La prima fattura e’ stata da me emessa il 30 Ottobre di 2500 euro mese piu’ Iva, e sino ad oggi ho emesso sempre fattura per uguale importo. La commercialista mi a detto che ha fatto una simulazione e che dovrò pagare 3000 euro di Inps tra acconto e saldo. Questi contributi li dovrò pagare una vota l’anno? La cifra mi sembra esagerata visto che ho iniziato a fatture da Ottobre. Grazie

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Fabio Micera » 17. mag, 2012

Sono sicuro che la collega non avrà problemi a spiegarle nel dettaglio quanto calcolato. In ogni caso, se vuole approfondire la tematica relativa alla Gestione Separata Inps, può leggere questo mio articolo a questo indirizzo: http://www.juliusdesign.net/17774/freelance-quello-che-devi-sapere-sulla-gestione-separata-inps/
Cordiali saluti

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Gianluca » 19. apr, 2012

Ciao Fabio,
dopo i complimenti per il tuo articolo vorrei chiederti:
sono un ing. di 43 anni, in mobilità senza indennità da 2 mesi perché l’azienda per cui lavoravo é stata messa in liquidazione.
Ho contatti per essere assunto da un’altra azienda, in un campo leggermente diverso dalle ultime, ma con stessa funzione dell’ultima (direttore commerciale).
Mi è stato chiesto se voglio essere assunto, o essere un consulente. E mi é venuta l’idea di aprire partita IVA (libero professionista o ditta individuale? Vorrei fare consulenza in gestione aziendale ed anche qualche altre cosa…).
Mi chiedo…posso accedere a qualche regime agevolato?

Scusa per la lungaggine, e ti ringrazio anticipatamente.

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Fabio Micera » 17. mag, 2012

Grazie mille. Come ingegnere, quindi professionista, ci si può iscrivere alla Gestione Separata Inps invece di costituire una ditta individuale. Il nuovo regime dei minimi non prevede cause ostative nel caso in cui il contribuente sia ancora assunto come dipendente ed apra una sua attività. Bisogna però verificare altre cause di esclusione, ad esempio se nel contratto erano previste clausole di non concorrenza. Con la riforma del lavoro, si sta provvedendo ad una ‘stretta’ delle cosiddette ‘partite iva fasulle’ cioé quelle create per datori di lavoro che non vogliono farsi carico dei contributi previdenziali.
Consiglio di leggere quest’articolo e di rifletterci su: http://www.studiomicera.it/collabori-con-partita-iva-sarai-dipendente-fra-12-mesi/
Codiali saluti ed in bocca al lupo per il lavoro.

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Pierluigi » 15. mag, 2012

Salve, sono appena stato licenziato dalla mia Società, a fine anno voglio aprire una partita Iva con il regime dei Superminimi. Ho un mutuo per l’acquisto della mia prima casa dal 2011 e quindi ogni anno ho diritto a scaricare il 19% degli interessi legali per detrazione. Volevo sapere se potevo continuare a detrarre questi interessi anche aprendo tale regime, visto che ho letto da qualche parte che chi ha detrazioni da fare questo regime non è conveniente. Grazie della risposta

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Fabio Micera » 17. mag, 2012

Il regime dei minimi è soggetto ad un’imposta sostitutiva del 5%. Tutti i redditi derivanti dall’attività lavorativa saranno soggetti a questa tassazione e non potrà far valere le detrazioni sugli interessi del mutuo.
Cordiali saluti