Ritenuta d’acconto lavoratori autonomi

Ritenuta d’acconto lavoratori autonomi

In seguito al mio intervento al Seminario di Milano del 26 novembre 2011 (parteciperò anche quest’anno come relatore, il seminario si terrà l’8/9 giugno a Roma), propongo questo breve post come reminder per coloro che si trovano ad ‘operare’ con le ritenute d’acconto.

La ritenuta d’acconto è una trattenuta che grava sui compensi addebitati dai lavoratori autonomi nei confronti dei titolari di una partita IVA, siano essi imprese o liberi professionisti che agiscono in questo modo come sostituti d’imposta.

L’aliquota ordinaria corrisponde al 20% dei compensi, di conseguenza il committente pagherà l’ammontare dei compensi decurtato dell’importo della ritenuta d’acconto che verserà direttamente al fisco mediante modello F24 (codice tributo 1040, corrisponde alle ritenute su redditi di lavoro autonomo per compensi per l’esercizio di arti e professioni).

Per coloro i quali non sono iscritti ad Albi o Collegi professionali (commercialisti, avvocati, notai, ecc) la ritenuta d’acconto dovrà essere calcolata sull’importo relativo alla somma dei compensi professionali più la rivalsa INPS del 4% addebitata ai clienti.

Esempio di fattura contribuente iscritto alla Gestione Separata INPS:

Imponibile    € 1.000,00
Rivalsa INPS 4%    € 40,00
Iva 21% € 218,40
Totale lordo € 1.258,40
– R.A. 20%    € 208,00
Totale a pagare    € 1.050,40


Termini di versamento

Il termine per il versamento della ritenuta d’acconto corrisponde generalmente con il giorno 16 del mese successivo al pagamento della fattura, se il 16 cade sabato o domenica, la scadenza viene spostata al primo giorno lavorativo successivo.

Per una fattura pagata a aprile di conseguenza, i riferimenti saranno: compilazione nella sezione ‘erario’ dell’F24, codice tributo 1040, mese di riferimento 04 (aprile), anno 2013,  importo della ritenuta d’acconto a debito. Il pagamento del modello sarà fatto entro il 16 maggio 2013.

Certificazione dei compensi

Entro il 28 febbraio di ogni anno successivo, il committente che ha versato al lavoratore le ritenute d’acconto è obbligato per legge ad inviare la certificazione dei compensi assoggettati a ritenuta, in cui sono indicati i compensi pagati e le relative ritenute versate, dovrà poi compilare il modello 770.

Ricordo che è importante farsi consegnare la certificazione, perchè per l’Amministrazione Finanziaria il documento in questione ha valenza probatoria in caso di controlli formali inerenti le dichiarazioni dei redditi presentate dal contribuente.

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15 Commenti

  1. ottimo, molti miei lettori lo troveranno utile! grazie!

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  2. Ciao e complimenti per l’articolo molto interessante e ben fatto.
    Avrei bisogno di un chiarimento.
    Un ingegnere civile regolarmente iscritto all’albo mi sta curando le pratiche per la ristrutturazione della mia casa. Lui non ha partita IVA per cui immagino che a fine lavori mi presenterà una ricevuta con ritenuta d’acconto. Poiché mi sto avvalendo del recupero del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, vorrei sapere se anche in quel caso vale il discorso che hai fatto, ovvero che pago l’ingegnere dell’importo pattuito, poi entro il 16 del mese successivo pago la ritenuta del 20%. In questo caso poi per entrambe le spese (onorario ingegnere + ritenuta del 20%) posso recuperare il 36%?

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    • Si la ritenuta va pagata secondo quelle modalità. Per le ristrutturazioni rientrano anche le spese di progettazione e le altre prestazioni professionali connesse. Si portano in detrazione i compensi pagati (mediante bonifico bancario).
      Cordiali saluti

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  3. Ma adesso non sono obbligatori i buoni lavoro per i lavori occasionali e per chi svolge lavori dal guadagno inferiore a 5000 euro ?

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    • Il sistema dei voucher, di cui mi ripropongo di scrivere un articolo a breve, non ha fatto venir meno l’obbligo del versamento della ritenuta per i professionisti, siano essi iscritti alle casse professionali che alla Gestione Separata INPS. E’ a questo adempimento che l’articolo si riferisce.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  4. Spettabile Consulente Commercialista,

    Ho trovato molto utile l’articolo che ho letto riguardo alla ritenuta d’acconto lavoratori autonomi. Avrei pero’ un paio di domande da porle.

    1) Oltre alla ritenuta d’acconto del 20% da detrarre al mio imponibile, quanto ulteriormente devo detrarre in % per il versamento all’Inps ( Oltre ovviamente al 4% che mi viene riconosciuto dal cliente).

    2)Il mio cliente non ha partita IVA, in quanto si tratta di un B&B e possono non averla, questo cosa comporta?

    La ringrazio per l’attenzione

    In attesa di una vostra risposta

    Cordiali Saluti

    Villa Tommaso

    Rispondi
    • Non si devono applicare detrazioni ai fini Inps in fattura ma eventualmente applicare solo la rivalsa (al 4%). Se il nostro cliente non è titolare di partita Iva non si dovrà applicare la ritenuta d’acconto. Cordiali saluti

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  5. Ciao,vorrei avere dei chiarimenti in merito all’articolo “Non ho la partita iva: come fatturo al cliente finale?”.
    Premetto che sono molto ignorante in materia.
    Se io sono il lavoratore autonomo e non ho partita IVA e mi faccio pagare con ritenuta d’acconto, come devo emettere la ricevuta?
    Cioè la ricevuta in quest caso cos’è? Semplicemente un foglio con scritto sopra il prezzo?
    Grazie

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  6. Salve,
    da webdesigner ho realizzato un lavoro per un’azienda. Adesso devo emettere la fattura, ma mi trovo in una situazione un po particolare. Io sono un architetto iscritto all’ordine dal 2008, ma non dispongo di partita iva in quanto non mi è mai capitato di svolgere lavori che mi comportassero un guadagno annuo superiore ai 5000€. Nella ricevuta con ritenuta d’acconto ho visto che bisogna mettere la dicitura “Il sottoscritto dichiara di non essere titolare di partita Iva e di non essere iscritto ad alcun albo professionale”, posso semplicemente omettere la parte in cui dichiaro di non essere iscritta ad alcun albo professionale, oppure nel mio caso la ricevuta deve essere compilata in maniera differente? Inoltre la marca da bollo è sempre di 1,81€?
    Grazie per la vostra disponibilità.

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    • La dicitura che ha citato si riferisce al fatto che un professionista iscritto ad un albo professionale non può emettere ricevute per prestazioni occasionali. Questo perché il Fisco presume che ciascuna prestazione fornita da un professionista iscritto al relativo albo professionale non possa avere il carattere dell’occasionalità.
      In caso di controlli da parte del fisco circa l’emissione di ricevute di prestazione occasionale da parte sua, avrebbe l’onore di dimostrare il carattere dell’occasionalità della prestazione di lavoro. Personalmente seguo sempre la tesi del Fisco, quindi professionista iscritto ad albo professionale = apertura partita iva.
      Cordiali saluti

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  7. Buongiorno, ho una domanda relativa alle ritenute d’acconto applicate dalla banca sui lavori di ristrutturazione.
    Non avendo il nostro commercialista detratto al tempo quelle del 2011 posso reintegrare nella prossima dichiarazione, visto che l’importo è notevole, non vorrei perderle? Se sì come devo fare?
    Grazie mille,
    cordiali saluti

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    • Nelle istruzioni delle dichiarazioni potrà verificare che per ogni tipo di detrazione esistono dei periodi, delle ‘finestre temporali’ da considerare per poter usufruire delle detrazioni. Se non rientra nei casi previsti, non può portare in detrazione le spese. Cordiali saluti

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  8. Salve io ho una ditta individuale e il commercialista mi ha inviato oggi f24 con codice tributo 1040 di € 405 perche’ devo pagarlo io?

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    • Penso possa chiederlo al suo consulente, saprà sicuramente rispondere alla sua domanda. Cordiali saluti

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