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Il calcolo degli acconti delle tasse da versare può essere effettuato sia con il metodo ‘storico‘ che con il metodo ‘previsionale‘.
Il metodo previsionale può essere usato se  il  contribuente  prevede  una  minore  imposta relativamente  a quanto dichiarerà nella successiva dichiarazione dei redditi. In base a questa previsione potrà rideterminare gli acconti da versare.

Il metodo di calcolo storico si basa sull’imposta dovuta per l’anno precedente, quindi i contribuenti che hanno cambiato regime fiscale quest’anno potrebbero pagare in più o in meno per la variazione del livello di tassazione del regime di appartenenza.  Vediamo in pratica cosa succede.

Esempi pratici

Esempio legato al passaggio di un contribuente dal ‘vecchio’ al ‘nuovo’ regime dei minimi: l’imposta sostitutiva diminuisce dal 20% al 5% quindi il calcolo degli acconti basati sul metodo storico porterebbe i contribuenti a pagare più tasse di quante se ne verserebbero calcolando i versamenti ‘in previsione’ dell’avvenuto passaggio alla tassazione con aliquota al 5%.

Esempio del contribuente che nel 2012 è uscito dal regime dei minimi: in questo caso specifico non è stato chiarito se si possa usufruire del metodo di calcolo previsionale, quindi la prassi più corretta dovrebbe essere quella di calcolare gli acconti basandosi sull’imposta sostitutiva al 20% e detrarre questi acconti in seguito (in Unico 2013) dall’imposta Irpef ordinaria.

Esempio del contribuente che passa dal regime ordinario al ‘nuovo’ regime dei minimi: anche in questo caso potrebbe essere conveniente l’applicazione del metodo previsionale e quindi il calcolo degli acconti basato sull’imposta sostitutiva del 5% e non sulla tassazione ordinaria Irpef (con aliquote differenziate per scagioni di reddito).

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