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Cambiano le regole privacy in Europa dal 2016. La Commissione europea arriva al traguardo di un percorso iniziato nel 2012 per la revisione completa delle norme sulla protezione dei dati personali all’interno dell’Unione Europea.

Dopo 4 anni, il provvedimento dovrebbe avere il voto definitivo del Parlamento europeo entro marzo. Cosa prevedono le novità?

Il diritto alla protezione dei dati personali

Ti sarà capitato tantissime volte di compilare form online con i tuoi dati e spesso non avrai pensato al perché della ‘spunta obbligatoria’ che il sistema ti richiedeva prima di procedere all’acquisto del prodotto/servizio. Il sistema ti impediva di proseguire perché serviva il tuo esplicito consenso al trattamento dei tuoi dati personali. Senza il tuo consenso, il fornitore non avrebbe potuto acquisire le informazioni per procedere con gli ordini.

Per questo motivo ormai è automatico compilare i dati ricordandosi subito di cliccare sulla casella relativa all’assenso senza pensare questo cosa comporti. Dopo pochi istanti si viene indirizzati alla pagina per il pagamento e lì poniamo tanta attenzione ad immettere i dati giusti della carta di credito per non sbagliare, compreso il codice di sicurezza. Ovviamente clicchiamo anche il campo per far trattare i nostri dati all’ente creditizio.

I regolamenti adottati dai Paesi sono delle norme che disciplinano il corretto uso dei dati. Ciascun Paese ha adottato un regolamento seguendo le direttive comunitarie. Secondo il diritto europeo, i dati personali possono essere raccolti soltanto in maniera legale, secondo condizioni rigorose e per scopi legittimi.

Chiunque venga in possesso di informazioni personali, deve proteggere i dati da usi impropri e deve garantire i titolari che tali informazioni siano protette nel miglior modo possibile. Se un cittadino viene a conoscenza che i propri dati sono stati usati in modo improprio può denunciare la cosa ed ottenere un risarcimento.
Non è una questione da poco insomma.

Lo scambio di informazioni

L’Italia ha recepito le direttive sulle regole privacy prima con la Legge 675/1996 poi con il D.lgs 196 del 2003. Ciascun Paese europeo ha fatto altrettanto dotandosi di codici della privacy ed elencando la serie di norme che i residenti dovevano seguire. In un mercato ormai sempre più connesso e digitale, in cui grandi quantità di informazioni vengono scambiate in poco tempo tra persone ed aziende in tutto il globo, è grande la necessità di avere regole condivise da tutti.

L’obiettivo della Commissione è infatti anche la semplificazione delle norme da parte delle imprese, l’obiettivo è quello di eliminare adempimenti onerosi quale l’obbligo di notifica alle autorità di vigilanza, le valutazioni di impatto sull’utilizzo dei dati saranno obbligatorie sono in caso di rischio elevato e la figura del responsabile della protezione data sarà facoltativa. Viene però introdotta la figura del Data Protection Officer, con attività di coordinamento di coloro che trattano i dati personali.

Il diritto all’oblio

Cosa cambierà per i cittadini europei? Il regolamento europeo dovrebbe garantire maggiore trasparenza sulle modalità di utilizzo dei propri dati personali dando la possibilità a chi ne faccia richiesta di poter ‘trasferire’ l’elenco dei propri dati personali da un’azienda all’altra.
Le informative sulla privacy potranno essere integrate con disegni e grafiche tali da renderle più chiare e comprensibili.

Questione rilevante è sicuramente quella del diritto all’oblio. Nel 2014 la Corte europea aveva imposto a Google di cancellare informazioni non aggiornate perché non erano di interesse pubblico: d’ora in poi ciascuno avrà la possibilità, prevista dal regolamento UE, di far cancellare le proprie informazioni e di salvaguardare la propria privacy se non vuole condividere i propri dati personali.

Lo sai che quando ti sei iscritto a Facebook hai confermato di aver letto la loro normativa sui dati? Se sei incuriosito, leggi qui cosa prevede: https://www.facebook.com/full_data_use_policy

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