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Riforma del lavoroNello scorso articolo ho riportato brevemente quelle che dovevano essere le nuove norme in materia di lavoro al vaglio del Governo. Vediamo ora le ultime modifiche apportate al testo prima della consegna dello stesso al Quirinale:

Collaborazioni con partita Iva: Viene ribadito che vi è presunzione di lavoro subordinato se la collaborazione dura complessivamente più di sei mesi nell’arco dell’anno e se il collaboratore ricava più del 75% dei corrispettivi. Questo non vale però per le collaborazioni inerenti attività  per cui vi è obbligo di iscrizione agli albi professionali. Il controllo sulle partite iva vi sarà sicuramente per i nuovi rapporti di lavoro invece per quelli già in essere è previsto uno slittamento di 12 mesi dall’introduzione della legge.

Lavoratori part-time: Nell’ultima versione del testo le imprese non sono più obbligate a dare comunicazione  amministrativa delle variazioni di orario dei lavoratori part time. Rimane invece la possibilità che vengano disciplinate nei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro le modalità per poter eliminare clausole flessibili e/o elastiche previste dal contratto di lavoro del dipendente.

Lavoratori a tempo determinato: Il Governo vuole disincentivare al massimo questo tipo di contratto,  aumentando i costi per le imprese (un aumento del 1,4%). La durata massima di un contratto di lavoro a tempo  determinato sarà pari a 36 mesi compresa anche l’eventuale proroga e tra un contratto e l’altro ci dovrà essere un  intervallo minimo di 60 giorni e non più 10.

Collaboratori a progetto: Si ribadisce l’impegno ad evitare che i contratti a progetti mascherino contratti di lavoro  subordinato. Il progetto deve essere collegato ad un determinato risultato. Aumenteranno le aliquote contributive  della gestione separata che saranno pari rispettivamente al 28 ed al 19%.

Apprendisti: L’apprendistato avrà una durata minima pari a sei mesi del periodo di formazione (può essere inferiore solo nel caso di lavoro stagionale). Potranno essere assunti tre apprendisti ogni due lavoratori a tempo indeterminato.

Associazioni in partecipazione: Il decreto stabilisce un tetto di tre associati per svolgere la stessa attività ed il  limite non si applica se gli associati sono coniugati, parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo.

Contratti di inserimento: Saranno abrogati gli articoli inerenti questa tipologia contrattuale salvaguardando solo quelli già in corso. Le risorse dovrebbero essere poi destinate ai lavoratori over 50 disoccupati da 12 mesi.

Lavoro intermittente: Si ribadisce l’obbligo di comunicazione amministrativa in occasione di ogni chiamata del lavoratore.

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