Vendere online è semplice. Gestire la fiscalità no.

Commercialista per e-commerce e dropshipping.

Tra IVA, regime OSS, soglie di fatturato e normative che cambiano ogni anno, avere un commercialista che conosce davvero l’e-commerce fa la differenza tra dormire sonni tranquilli e vivere nel terrore di un controllo.

Commercialista per ecommerce

Le sfide che conosco

  • IVA intracomunitaria e regime OSS: quando si applica? Come funziona?
  • Amazon FBA: come gestisco i movimenti di magazzino tra paesi UE?
  • Non sai come trattare fiscalmente le commissioni di Amazon, Etsy o Shopify
  • Dropshipping da fornitori cinesi: dazi, IVA all’importazione, responsabilità fiscali
  • Soglia degli €85.000: sto per superarla, cosa succede?
  • Il mio commercialista mi dice ‘l’e-commerce è complicato’ e vuole tariffe assurde

Cosa faccio per te

Perché scegliere me.

L’e-commerce ha regole fiscali specifiche che cambiano spesso. Il regime OSS è entrato in vigore nel 2021 e molti commercialisti ancora non lo conoscono. Io lo gestisco quotidianamente per decine di clienti.
 
Se vendi su Amazon FBA, so già che hai il problema dei movimenti di magazzino tra paesi UE. Se fai dropshipping, conosco le implicazioni fiscali dei fornitori extra-UE. Non devi spiegarmi il tuo business: lo capisco già.

Domande frequenti

Sì, se rispetti i requisiti (fatturato sotto €85.000, niente partecipazioni in società, ecc.). Il coefficiente di redditività per il commercio è del 40%, quindi paghi tasse su una base imponibile più bassa rispetto ai servizi. Attenzione però: il forfettario non ti permette di dedurre i costi della merce, quindi se hai margini bassi potrebbe non convenire.

Il regime OSS (One Stop Shop) ti permette di vendere a privati in tutta l’UE applicando l’IVA del paese del cliente, ma versandola tutta in Italia con una dichiarazione trimestrale. È obbligatorio se superi €10.000 di vendite annue a privati UE. Ti iscrivo al regime e gestisco le dichiarazioni.

Generalmente sopra i €70-80.000 di fatturato inizia a convenire, ma dipende da molti fattori: margini, costi, necessità di reinvestire gli utili, protezione patrimoniale. Con un e-commerce in crescita, pianificare il passaggio per tempo ti evita brutte sorprese fiscali.

Vendere su Etsy richiede partita IVA se l’attività è continuativa. Il tuo ricavo fiscale è il prezzo pieno pagato dal cliente, non il netto dopo le commissioni Etsy. Le commissioni di Etsy Ireland richiedono l’emissione di un’autofattura con integrazione IVA al 22%, non detraibile in forfettario. Trovi la guida completa in Vendere su Etsy con Partita IVA.

Amazon trattiene commissioni (referral fee + FBA fees) ma il tuo ricavo fiscale resta il prezzo pieno pagato dal cliente. Dal 2023 la direttiva DAC7 obbliga Amazon a segnalare i tuoi dati all’Agenzia delle Entrate quindi il fatturato dichiarato deve corrispondere a quello comunicato dalla piattaforma. Trovi la guida completa in Vendere su Amazon con Partita IVA.

Sì. Il vecchio codice unico 47.91.10 (commercio al dettaglio via internet) è stato abolito dal 1° aprile 2025. Ora il codice si sceglie in base al tipo di prodotto venduto, non al canale di vendita. Chi vende abbigliamento online usa lo stesso codice di chi lo vende in negozio. Il coefficiente di redditività nel forfettario resta del 40% per tutta la divisione 47.

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