Da Freelance a Società: Quando Conviene Passare dal Forfettario alla SRL
Sei un developer o un designer freelance e il tuo business sta crescendo? Lavori stabilmente con un collega e volete unire le forze in una società? Ecco come capire quando il passaggio dal regime forfettario alla SRL ha senso e quando invece è meglio aspettare.
C’è un momento nella vita di ogni freelance digitale in cui il regime forfettario inizia a stare stretto. Non si tratta necessariamente di una questione di soldi perché a volte è la struttura fiscale che “sta stretta”. Lavori su progetti sempre più grandi, i clienti ti chiedono un unico interlocutore, inizi a collaborare stabilmente con un altro professionista e inizi a renderti conto che stai gestendo un’attività vera e propria, non più un’attività autonoma.
Il passaggio alla SRL è uno dei temi che mi viene posto più spesso. La risposta non è mai un semplice “sì” o “no” perché per la risposta stessa bisogna pensare alla fase in cui ti trovi.
Sono Fabio Micera, commercialista specializzato in freelance e professionisti digitali. Ho seguito diversi developer e designer nel percorso da forfettario a SRL. In questa guida ti aiuto a capire quando il passaggio ha senso, cosa cambia concretamente e quali sono le trappole da evitare.
I segnali che il forfettario non basta più
Il regime forfettario è perfetto per iniziare e per lavorare in modo snello. Ci sono alcuni segnali concreti che indicano che potresti aver bisogno di qualcosa di diverso.
- Ti avvicini alla soglia degli 85.000 euro. Se il tuo fatturato è stabilmente sopra i 65.000-70.000 euro e in crescita costante, stai limitando il tuo business per restare nel forfettario. Rifiutare progetti o posticipare fatture per non superare la soglia non è una strategia vincente, è un freno. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata e non pianificata, con conseguenze fiscali e organizzative che è meglio evitare.
- I tuoi costi reali superano il forfettario. Se spendi in software, hosting, advertising, collaboratori e attrezzatura più del 22-33% del tuo fatturato (a seconda del codice ATECO), il forfettario ti penalizza perché non puoi dedurre i costi effettivi. In una SRL i costi reali riducono l’utile tassabile.
- Lavori su progetti con rischi significativi. Se sviluppi software per clienti corporate, gestisci e-commerce con volumi importanti o firmi contratti con penali, come forfettario rispondi con il tuo patrimonio personale. La SRL separa il patrimonio societario da quello personale.
- I clienti ti chiedono una organizzazione più strutturata. Alcune aziende, soprattutto internazionali, preferiscono lavorare con società piuttosto che con freelance individuali. Una SRL può facilitare l’accesso a contratti più strutturati, bandi e partnership.
- Vuoi assumere o coinvolgere collaboratori stabilmente. Il forfettario ha un limite di 20.000 euro lordi per spese di personale, con una SRL questo vincolo non esiste.
Due forfettari che vogliono fare società: lo scenario “web agency”
Questo è uno caso che riscontro spesso. Due freelance, tipicamente un developer e un designer o due developer con competenze complementari, lavorano insieme da tempo su progetti comuni. Ognuno fattura la sua parte al cliente ma il flusso di lavoro è integrato. A un certo punto si pongono la domanda: ha senso costituire una società?
La motivazione è quasi sempre la stessa: il cliente vuole un unico referente, un unico contratto, un’unica fattura. I due freelance si rendono conto che gestire ogni progetto con fatturazioni separate, accordi informali e divisioni al 50% è diventato inefficiente.
Quando la società ha senso
La società ha senso quando la collaborazione non è occasionale ma strutturale. Se lavorate insieme su tutti o quasi tutti i progetti, se i clienti vi percepiscono come un team e non come due freelance separati, se volete presentarvi con un nome comune, un sito condiviso o un portfolio unico allora la struttura societaria rispecchia la realtà dei fatti.
Ha senso anche quando il fatturato combinato dei due forfettari supera una soglia dove la SRL diventa fiscalmente competitiva. Questo accade tipicamente quando almeno uno dei due è vicino agli 85.000 euro o quando i costi condivisi (ad esempio i costi dell’ufficio, del software, i server, gli strumenti utilizzati) sono significativi e nel forfettario non possono essere dedotti.
Quando è meglio aspettare
Se la collaborazione è ancora sporadica (3-4 progetti all’anno), se ognuno ha anche clienti propri che gestisce in autonomia o se il fatturato combinato è basso, la società aggiunge costi e complessità senza vantaggi reali. In questi casi è meglio continuare con le partite IVA individuali e regolarizzare la collaborazione con un accordo scritto tra professionisti.
Un altro motivo per aspettare: se non avete ancora testato la compatibilità lavorativa su periodi lunghi. Fare società con un collega è un passo impegnativo, ogni decisione deve essere discussa in team e non c’è più completa autonomia decisionale come da freelance. Provate a lavorare insieme per almeno un anno prima di formalizzare.
Il punto critico: le partite IVA individuali restano?
Questa è un’altra domanda che tutti fanno e anche in questo caso la risposta dipende dalla situazione effettiva.
Se la SRL diventa il veicolo principale per tutti i progetti, le partite IVA individuali possono essere chiuse. I soci lavorano nella e per la società, percepiscono un compenso come amministratori o soci lavoratori. La società fattura ai clienti.
Se invece i soci mantengono anche clienti personali separati dalla società, le partite IVA individuali possono restare aperte. Attenzione: se hai la partita IVA forfettaria e contemporaneamente sei socio di una SRL che svolge attività riconducibile alla tua, perdi il diritto al forfettario. Questa causa di esclusione è una delle più frequenti e meno conosciute, da valutare attentamente con un professionista.
Cosa cambia concretamente passando alla SRL
Il passaggio dal forfettario alla SRL è un cambio di regime fiscale. Il passaggio é un cambio di mentalità operativa. Ecco le differenze concrete che impattano sulla tua vita quotidiana.
- Contabilità: Nel forfettario emetti fatture e conservi i documenti. In una SRL hai contabilità ordinaria: registri IVA, libro giornale, bilancio annuale, nota integrativa, deposito bilancio alla Camera di Commercio. Servono un commercialista e un software contabile adeguati ed i costi di gestione annuali sono significativamente più alti.
- Tassazione: La SRL paga IRES al 24% sull’utile e IRAP (circa 3,9%). I soci pagano il 26% sui dividendi distribuiti. La tassazione complessiva dipende da quanto utile distribuisci e da quanto lasci in società. Con una buona pianificazione, la SRL può essere più conveniente del forfettario sopra certe soglie di reddito ma la convenienza non è automatica e va ponderata sui tuoi numeri reali.
- Responsabilità: Come forfettario rispondi con tutto il tuo patrimonio personale. Come socio di SRL la tua responsabilità è limitata al capitale conferito, salvo casi specifici (responsabilità dell’amministratore per atti illeciti o negligenti). Questa protezione può valere più del vantaggio fiscale.
- Costi di gestione: Una SRL ha costi fissi annuali che un forfettario non ha: diritti camerali, deposito bilancio, compenso del commercialista per la contabilità e i dichiarativi, eventuale contribuzione INPS per soci lavoratori o amministratori. Questi costi partono da circa 4.000-5.000 euro all’anno e salgono con la complessità dell’attività.
- Flessibilità nella distribuzione degli utili: In una SRL puoi decidere quanto compenso percepire come amministratore (deducibile dalla società) e quanto utile distribuire come dividendo (o lasciare in società per reinvestirlo). Questa flessibilità è uno strumento di pianificazione fiscale che il forfettario non offre.
Le trappole da evitare nel passaggio
Ho visto diversi freelance fare errori nel passaggio alla SRL, ti elenco qui i più comuni.
- Aprire la SRL troppo presto. Se fatturi 30.000 euro l’anno e hai costi bassi, il forfettario è quasi certamente più conveniente. I costi fissi della SRL mangerebbero una parte significativa del vantaggio. La SRL ha senso quando il fatturato (o l’utile combinato, nel caso di due soci) giustifica i costi di struttura.
- Non considerare la causa di esclusione dal forfettario. Se apri una SRL che svolge attività riconducibile alla tua partita IVA forfettaria e ne detieni il controllo, perdi il forfettario. Questo va pianificato con attenzione: o chiudi la partita IVA individuale o la SRL opera in un ambito diverso. Non ci sono scorciatoie.
- Sottovalutare l’impatto organizzativo. La SRL richiede assemblee dei soci, verbali, decisioni formalizzate. Se siete due soci al 50%, ogni decisione richiede accordo perché se non c’è accordo, la società si blocca. Considerate un patto parasociale che regoli le situazioni di stallo, i diritti di uscita e la valorizzazione delle quote.
- Non simulare prima di decidere. Ogni passaggio va preceduto da una simulazione fiscale comparativa che metta a confronto il carico totale (tasse + contributi + costi di gestione) nel forfettario e nella SRL, sulla base dei tuoi numeri reali. Senza questa simulazione, stai decidendo al buio.
SRL ordinaria o SRL semplificata?
La SRLS (semplificata) ha il vantaggio di poter essere costituita con un capitale sociale di 1 euro e con costi notarili ridotti. Ha alcune limitazioni molto importanti, per questo motivo non mi sento di consigliarla quasi mai: lo statuto è standard e non modificabile, non puoi inserire clausole particolari nel patto sociale e alcuni istituti di credito la vedono con meno favore.
Per due freelance che si uniscono in società, la mia raccomandazione è quasi sempre la SRL ordinaria con un capitale sociale adeguato. Il costo notarile aggiuntivo è contenuto e la flessibilità che ottieni nello statuto potendo inserire delle clausole ad hoc su governance, uscita dei soci e distribuzione degli utili vale molto di più nel lungo periodo.
Domande frequenti
Il passaggio giusto al momento giusto.
La decisione di passare dal forfettario alla SRL non è binaria: non esiste un momento unico in cui “conviene”. Esiste un momento in cui la struttura attuale inizia a limitarti e quel momento è diverso per ognuno.
Per un singolo freelance, il segnale più chiaro è quando il fatturato supera stabilmente i 65.000-70.000 euro e i costi reali crescono. Per due freelance che lavorano insieme, il segnale è quando la collaborazione diventa strutturale e i clienti richiedono un unico soggetto contrattuale.
In entrambi i casi, la decisione va presa con una simulazione sui numeri reali. È esattamente il tipo di analisi che faccio con i miei clienti: confrontiamo lo scenario forfettario attuale con lo scenario SRL, includiamo tutti i costi (fiscali, contributivi, di gestione) e vediamo quale struttura ti fa lavorare meglio e pagare il giusto.
Se stai pensando al passaggio — da solo o con un collega — prenota una consulenza gratuita di 15 minuti. Analizziamo insieme la tua situazione e capiamo se è il momento giusto.

