Fac-simile fattura elettronica forfettario a cliente estero - esempio compilato 2026

Fac-simile Fattura Forfettario a Cliente Estero: Esempi Compilati 2026

Devi emettere la prima fattura a un cliente estero in regime forfettario e non sai come compilarla? Codice destinatario, codice natura, dicitura corretta: in questa guida trovi esempi pratici campo per campo per clienti UE, USA e UK.

Se sei arrivato fin qui probabilmente hai un cliente estero, sai che devi emettere fattura elettronica e ti stai chiedendo: quale codice natura uso? Cosa scrivo come codice destinatario? Qual è la giusta dicitura in fattura?

Sono domande che mi vengono poste continuamente dai freelance digitali che seguo (developer, designer, content creator) nel momento in cui ricevono il primo incarico dall’estero. La buona notizia è che una volta impostata correttamente la prima fattura, le successive sono identiche. La cattiva notizia è che sbagliare i codici può generare scarti dal Sistema di Interscambio o, peggio, sanzioni.

Sono Fabio Micera, commercialista specializzato in freelance e professionisti digitali. In questa guida ti mostro esattamente come compilare una fattura elettronica forfettaria verso un cliente estero con esempi pratici per i tre casi più comuni.

Per la parte normativa completa (reverse charge, VIES, Intrastat, autofattura sugli acquisti) puoi consultare la guida alla fatturazione estera in regime forfettario.

Prima di tutto: N2.1 o N2.2? La distinzione che molti sbagliano

Questo è il primo errore che vedo nelle fatture dei freelance che arrivano nel mio studio. I codici natura N2.1 e N2.2 non sono intercambiabili: indicano due situazioni fiscali diverse e usare quello sbagliato può causare problemi.

N2.1 — Non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies DPR 633/72. Si usa quando l’operazione è fuori campo IVA per motivi di territorialità: la prestazione non si considera effettuata in Italia perché il cliente è estero. È il codice che devi usare per le fatture a clienti esteri.

N2.2 — Non soggette — altri casi. Si usa per le operazioni verso clienti italiani quando sei in regime forfettario: la fattura è senza IVA non per motivi territoriali ma perché il forfettario è esonerato dall’applicazione dell’IVA.

In sintesi: clienti esteri → N2.1, clienti italiani → N2.2. Se usi N2.2 per un cliente estero, la fattura non viene scartata dal SdI ma è tecnicamente errata — e in caso di controllo la discrepanza emerge.

I campi comuni a tutte le fatture estere

Indipendentemente dal paese del cliente, tutte le fatture elettroniche verso l’estero in regime forfettario condividono alcuni campi.

  • Tipo documento: TD01 (fattura ordinaria).
  • Regime fiscale: RF19 (regime forfettario).
  • Codice destinatario: XXXXXXX (sette X). Questo codice si usa per tutti i destinatari esteri, senza eccezioni. Il SdI non può recapitare la fattura al cliente estero, ma la registra e la mette a disposizione nel tuo cassetto fiscale.
  • Codice natura: N2.1 (non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies DPR 633/72).
  • Aliquota IVA: 0%.
  • Bollo virtuale: Sì, se l’importo supera 77,47 euro. Il bollo di 2 euro va indicato con il flag “Bollo virtuale = SI” e versato trimestralmente tramite il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate.
  • Causale obbligatoria forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”
  • Causale aggiuntiva per professionisti: “Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, Legge n. 190/2014.”

Esempio 1: Fattura a cliente UE con partita IVA (B2B)

Sei un developer italiano e fatturi 3.000 euro a un’agenzia web tedesca per lo sviluppo di un plugin WordPress.

Dati del cliente

  • Denominazione: WebAgentur GmbH
  • Indirizzo: Berlinerstraße 15, 10115 Berlin
  • Codice nazione: DE
  • Partita IVA: DE123456789 (numero VAT europeo, verificabile su portale VIES)
  • Codice fiscale: campo vuoto (non obbligatorio per clienti esteri)
  • Codice destinatario: XXXXXXX

Corpo della fattura

  • Descrizione: Sviluppo plugin WordPress — progetto XY
  • Quantità: 1
  • Prezzo unitario: 3.000,00
  • Aliquota IVA: 0%
  • Natura: N2.1
  • Importo: 3.000,00

Riepilogo

  • Imponibile: 3.000,00
  • IVA: 0,00
  • Bollo virtuale: 2,00
  • Totale documento: 3.002,00

Dicitura in fattura

“Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72 — inversione contabile. Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17/06/2014.”

Cosa ricordare

Prima di emettere questa fattura, verifica di essere iscritto al VIES e che la partita IVA del cliente sia valida sul portale europeo. Dovrai inoltre presentare il modello Intrastat servizi (Intra-1 quater) con cadenza trimestrale. Questi adempimenti sono obbligatori per le operazioni intracomunitarie B2B.

Esempio 2: Fattura a cliente USA (extra-UE)

Sei una designer italiana e fatturi 2.500 dollari (2.300 euro al cambio del giorno) a una startup californiana per la creazione di un’identità visiva.

Dati del cliente

  • Denominazione: TechBrand Inc.
  • Indirizzo: 500 Market Street, San Francisco, CA 94105
  • Codice nazione: US
  • Partita IVA: campo vuoto (gli USA non hanno un sistema VAT europeo)
  • Codice fiscale: campo vuoto
  • Codice destinatario: XXXXXXX

Corpo della fattura

  • Descrizione: Brand identity design — progetto TechBrand
  • Quantità: 1
  • Prezzo unitario: 2.500,00 USD (controvalore 2.300,00 EUR al cambio del giorno)
  • Aliquota IVA: 0%
  • Natura: N2.1
  • Importo: 2.300,00

Riepilogo

  • Imponibile: 2.300,00
  • IVA: 0,00
  • Bollo virtuale: 2,00
  • Totale documento: 2.302,00

Dicitura in fattura

“Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72. Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17/06/2014.”

Cosa ricordare

Per i clienti extra-UE non serve l’iscrizione al VIES e non presenti l’Intrastat. Se fatturi in valuta estera, indica l’importo in dollari nella descrizione e il controvalore in euro come importo del documento. Conserva la documentazione del tasso di cambio applicato (estratto conto bancario o screenshot del cambio BCE del giorno).

Esempio 3: Fattura a cliente UK (post-Brexit)

Sei un content creator italiano e fatturi 1.800 sterline (2.100 euro al cambio del giorno) a un’agenzia di Londra per una campagna promozionale sui tuoi canali social.

Dati del cliente

  • Denominazione: Creative Agency Ltd
  • Indirizzo: 20 Old Bailey, London EC4M 7AN
  • Codice nazione: GB
  • Partita IVA: GB123456789 (il numero VAT UK che inizia con “GB” non è più un numero comunitario)
  • Codice fiscale: campo vuoto
  • Codice destinatario: XXXXXXX

Corpo della fattura

  • Descrizione: Social media content creation — campagna Q2 2026
  • Quantità: 1
  • Prezzo unitario: 1.800,00 GBP (controvalore 2.100,00 EUR al cambio del giorno)
  • Aliquota IVA: 0%
  • Natura: N2.1
  • Importo: 2.100,00

Riepilogo

  • Imponibile: 2.100,00
  • IVA: 0,00
  • Bollo virtuale: 2,00
  • Totale documento: 2.102,00

Dicitura in fattura

“Operazione non soggetta ad IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/72. Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 17/06/2014.”

Cosa ricordare

Dal 1° gennaio 2021 il Regno Unito è extra-UE a tutti gli effetti quindi il trattamento è identico a quello di un cliente americano: niente VIES, niente Intrastat. Non farti ingannare dal numero VAT che inizia con “GB” perchè non è più un numero comunitario e non va verificato sul portale VIES europeo.

Errori frequenti da evitare

  • Usare N2.2 invece di N2.1 per clienti esteri. N2.2 è per operazioni nazionali in forfettario. Per clienti esteri il codice corretto è N2.1 (non soggette per territorialità).
  • Dimenticare il codice nazione del cliente. Il campo è obbligatorio per i clienti esteri. Se lo lasci vuoto o metti “IT”, la fattura verrà scartata dal SdI o risulterà come operazione nazionale.
  • Non mettere XXXXXXX come codice destinatario. Per i clienti esteri il codice è sempre XXXXXXX (sette X). Non inserire il codice SDI di un intermediario italiano o lasciare il campo vuoto.
  • Dimenticare il bollo virtuale. Sopra i 77,47 euro il bollo è obbligatorio anche per le fatture estere. Se non lo indichi, dovrai comunque versarlo e rischierai una sanzione.
  • Non indicare la dicitura del regime forfettario. La causale con il riferimento alla Legge 190/2014 è obbligatoria in ogni fattura emessa in regime forfettario, comprese quelle verso l’estero.
  • Emettere fattura a un cliente UE senza VIES. Se fatturi a un soggetto passivo UE senza essere iscritto al VIES, l’operazione è irregolare. L’iscrizione è gratuita e si può fare in qualsiasi momento — non c’è ragione per non farla.

Domande frequenti

La fattura elettronica va trasmessa al SdI in formato XML con i campi standard italiani. Puoi però allegare al file XML una versione PDF della fattura in inglese come “cortesia” per il cliente. Il documento fiscale valido resta quello in XML.

Sì. Il SdI non recapita la fattura al destinatario estero (il codice XXXXXXX serve proprio a questo). Devi inviare al tuo cliente una copia della fattura in PDF via email o tramite il canale che preferisce.

Sì. Molti software impostano N2.2 come default per i forfettari. Per le fatture a clienti esteri devi cambiarlo manualmente in N2.1. Verifica sempre prima di inviare.

Sì. Non è obbligatorio avere una numerazione separata per le fatture estere, anche se alcuni software lo consentono. L’importante è che la numerazione sia progressiva e univoca.

No. Il bollo è un obbligo fiscale italiano e non dipende dalla volontà del cliente. Puoi addebitarlo al cliente o assorbirlo nel tuo compenso — è una scelta commerciale, non fiscale.

Fatturare a clienti esteri in regime forfettario - guida per freelance con clienti UE USA e UK
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