Insegni su Preply, Superprof o italki? Incassi esteri, IVA e DAC7: cosa devi sapere
Insegnare lingue o materie scolastiche online è diventato un lavoro vero, con studenti in tutto il mondo e pagamenti che arrivano dall’estero. Questa situazione genera spesso due convinzioni sbagliate e cioè che i compensi ricevuti tramite piattaforma siano invisibili al Fisco e che il fatto di essere pagati da una società straniera cambi le regole fiscali italiane.
In realtà non è così e con l’entrata a regime della DAC7, il primo equivoco è diventato il più pericoloso. In questo articolo ti spiego chi è davvero il tuo committente, come funziona l’IVA sulle lezioni, cosa cambia con gli incassi dall’estero e cosa comporta la comunicazione dei tuoi compensi all’Agenzia delle Entrate.
Chi è davvero il tuo committente: la piattaforma o lo studente?
Da questa domanda dipende tutto il resto e la risposta non è univoca per tutte le piattaforme.
Alcune piattaforme, come Superprof, funzionano storicamente come strumenti di contatto: ti mettono in relazione con lo studente ma il rapporto economico della lezione resta tra te e lui. In questo caso il tuo committente è lo studente e sei tu a doverlo documentare.
Altre piattaforme, come Preply e italki, incassano il pagamento dallo studente, trattengono una commissione e ti versano il compenso. Qui, ai fini fiscali, il tuo interlocutore economico è di fatto la piattaforma estera, non il singolo studente.
Questa distinzione non è un dettaglio formale: cambia la dicitura da riportare nel documento, cambia il trattamento territoriale ai fini IVA e cambia se e cosa devi comunicare per i rapporti con l’estero. Prima di impostare la tua fatturazione, quindi, va chiarito con quale modello lavora ogni piattaforma che usi.
IVA: le lezioni sono esenti ma per te potrebbe non cambiare nulla
L’articolo 10, comma 20 del DPR 633/1972 prevede l’esenzione IVA per le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale. Le lezioni di lingua rientrano tra le materie scolastiche, quindi questa previsione è pensata proprio per chi fa il tuo lavoro.
C’è però un punto pratico da capire. Se lavori in regime forfettario, l’IVA non la applichi mai per definizione: emetti documento senza IVA a prescindere dall’esenzione. L’esenzione dell’articolo 10 diventa rilevante soprattutto se operi in regime ordinario o nel regime speciale previsto per i docenti.
Quando il committente è una piattaforma estera che opera come impresa, viene prima ancora la regola sulla territorialità: la prestazione resa a un soggetto passivo stabilito all’estero è fuori campo IVA in Italia ai sensi dell’articolo 7-ter, perché si considera effettuata nel Paese del committente. In pratica, il documento non riporta l’esenzione dell’articolo 10 ma la non soggezione per mancanza del presupposto territoriale.
Un chiarimento utile: la lezione dal vivo, anche se online, non è un “servizio elettronico”. I servizi elettronici sono quelli erogati in modo automatizzato, senza intervento umano. La tua lezione, che si svolge in tempo reale con te che insegni, resta una normale prestazione di servizi e non ricade nelle regole speciali del commercio elettronico.
Incassi dall’estero: fatturazione, cambio e obblighi verso l’UE
Se il tuo committente è una piattaforma estera che ti paga il compenso, ci sono alcune cose da gestire con attenzione.
La valuta. Alcune piattaforme, come italki, accreditano i compensi in dollari. Ai fini fiscali i corrispettivi vanno convertiti in euro al cambio corretto e questo incide sul reddito dichiarato. Tenere traccia degli incassi e del tasso applicato è essenziale per non trovarsi con numeri incoerenti a fine anno.
Gli obblighi legati all’Unione Europea. Se la piattaforma è un soggetto passivo stabilito in un altro Paese UE, il forfettario che rende servizi verso l’estero deve essere iscritto al VIES e presentare gli elenchi Intrastat per i servizi resi. Se invece la piattaforma è extra-UE, come nel caso di operatori con sede negli Stati Uniti o ad Hong Kong, questi adempimenti non si applicano ma la prestazione resta comunque fuori campo IVA in Italia per territorialità.
Poiché ogni piattaforma ha una sede e un modello operativo diversi, l’inquadramento corretto va verificato caso per caso: è il punto in cui gli errori sono più frequenti e più costosi da correggere a posteriori.
DAC7: la piattaforma comunica i tuoi compensi al Fisco
È la novità che ha cambiato lo scenario. La DAC7 è la direttiva europea 2021/514, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 32/2023, che obbliga i gestori delle piattaforme digitali a comunicare ogni anno all’Agenzia delle Entrate i compensi erogati a chi opera tramite la piattaforma.
Tra le attività coperte ci sono le prestazioni di servizi personali, categoria in cui rientrano le lezioni e le ripetizioni online. Anche le piattaforme con sede fuori dall’Italia sono tenute alla comunicazione quando intermediano l’attività di soggetti residenti nell’Unione. In concreto: i compensi che ricevi da Preply, italki e dalle altre piattaforme che processano i pagamenti finiscono nei dati che il Fisco riceve e incrocia con la tua dichiarazione dei redditi.
Il messaggio è semplice: l’idea che i guadagni da piattaforma restino “sotto traccia” non è più attuale. Chi non li dichiara non rischia più solo in teoria, perché l’incrocio tra i dati comunicati e la dichiarazione rende immediatamente visibile ogni omissione.
Gli errori che vedo spesso
- Pensare che i compensi esteri non vadano dichiarati. Il reddito prodotto va sempre dichiarato in Italia se sei fiscalmente residente qui, indipendentemente da dove ha sede la piattaforma.
- Trattare tutte le piattaforme allo stesso modo. Il modello lead-generation e quello con incasso tramite piattaforma hanno conseguenze fiscali diverse.
- Ignorare il VIES e gli Intrastat quando si lavora con piattaforme UE come soggetto forfettario.
- Non gestire il cambio valuta, dichiarando importi in dollari o convertiti in modo approssimativo.
- Confidare nell’invisibilità dei compensi, quando ormai la DAC7 li rende tracciabili in automatico.
In sintesi
Insegnare online tramite piattaforme è un’attività a tutti gli effetti, con regole precise che dipendono da come lavori. La prima cosa da chiarire è chi sia il tuo committente, perché da lì discendono l’IVA, la fatturazione e gli obblighi verso l’estero. L’esenzione IVA per le lezioni è già prevista dalla normativa ma per un contribuente in regime forfettario spesso non incide e nei rapporti con piattaforme estere prevale la territorialità. La DAC7, infine, ha chiuso definitivamente lo spazio dell’invisibilità: oggi la scelta non è tra dichiarare e non dichiarare ma tra farlo bene e farlo male.
Ogni piattaforma ha il suo modello e ogni situazione le sue variabili, quindi l’inquadramento giusto dipende da come e dove operi davvero.
Domande frequenti

Insegni su Preply, Superprof o italki?
Hai dubbi sulla tua situazione?
Capire chi è il tuo committente, come fatturare verso una piattaforma estera e come gestire correttamente cambio valuta, VIES e adempimenti dipende da quali piattaforme usi e da come operi. Sono proprio i punti in cui gli errori sono più facili e più costosi da sistemare a posteriori.
Se vuoi impostare tutto nel modo giusto fin dall’inizio, prenota una call orientativa gratuita di 15 minuti: verifichiamo insieme la tua situazione e definiamo l’inquadramento corretto per il tuo lavoro online.
