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Stamattina, mentre pensavo a quale nuovo articolo scrivere sul blog, ho ricevuto notizia che un collega commercialista mi ha citato durante una consulenza ad un  cliente. Non solo nominato a quanto pare, perché il collega nell’avvalorare le proprie  tesi ha riferito che avevamo parlato di persona dell’argomento in questione. Peccato che il suo nome non mi dicesse proprio nulla.

Ti dirò francamente che ad un primo impeto di orgoglio per essere considerato un  punto di riferimento di qualche collega è seguita una sensazione spiacevole. Ho  aperto questo blog nell’estate del 2011, i primi articoli che scrissi erano sul regime  dei minimi, del quale all’epoca c’erano solo un paio di articoli su Il Sole 24 Ore e  nulla più, considerato che il regime stesso sarebbe entrato in vigore all’inizio del  2012.

In poco tempo fui letteralmente invaso di commenti, spam, mail, spam, telefonate,  spam (si, accade anche con le telefonate che alcune siano indesiderate). Ogni  telefonata era del tipo: buongiorno, ho letto dal suo blog che dal 2012 le cose  saranno così ma io che sto in questa situazione cosa devo fare? Ancora: salve, le  spiego la mia questione, bla bla bla bla, lei cosa ne pensa?

Il tutto questo senza la minima presentazione da parte del chiamante. Non lo dico  per puntiglio ma per una semplice questione di educazione. Educazione e buon  gusto, ad esempio, di palesarsi quali colleghi con qualche dubbio da chiarire, vista  l’incertezza normativa in cui versiamo nel nostro Paese.

I post del blog

Non l’ho mai scritto prima ma ora ti comunico una tremenda verità.

I post del mio blog non si scrivono da soli. No.
Ho provato ogni mattina ad accedere alla mia pagina personale ma il numero dei post rimaneva sempre uguale.

Un’altra verità riguarda il fatto che ogni argomento necessita di studio. Anche in  questo caso ho provato a svegliarmi la mattina sforzandomi di capire se avessi  nottetempo assunto nuove competenze in vista dei cambiamenti repentini che il  fisco riserva ai contribuenti ma non c’è stato niente da fare.
Ogni mattina all’ora di colazione ho l’abitudine di leggere il quotidiano e ogni volta  sono stupito di quanti argomenti nuovi debba studiare per affrontare il mio lavoro e  per aiutare i clienti a svolgere bene il loro, seppure solo per la parte che mi compete.

Non ho l’abitudine di copiare post altrui. La scrittura mi serve come esercizio per  studiare un tema, cercare di capirlo e tradurlo nei bit che leggi sullo schermo. Ogni post quindi richiede tempo, molto tempo, come ogni buon blogger che scriva con costanza sa molto bene.
Vedere quindi che altri ti copiano non è piacevole. Mi dirai, fa parte del gioco e  capita a tutti i blogger, anzi, ti devi sentire lusingato perché il tuo sito funziona. Qui  è il nodo della questione.

Una cosa può essere l’usare un mio post per conoscere qualche aspetto fiscale che  poi si approfondirà leggendo le fonti normative (per chi fa la mia professione)  oppure chiedendo al proprio consulente di fiducia invece di girovagare come
naufraghi tra un blog e l’altro arrabbiandosi perché alla fine non si è capito nulla  (lavoratori autonomi, imprenditori, ecc.).

Altro è invece verificare che l’uso del materiale che metto a disposizione nel blog  diventa un vantaggio per chi ‘rivende’ come proprio a clienti o potenziali tali quanto  scritto da me.

Diventa parimenti spiacevole se il lasciare un commento ad un articolo diventa solo un modo facile per avere una risposta veloce ai propri problemi fiscali senza un reale dibattito, un occasione per migliorare ed aiutare altri  che si trovano nella stessa situazione a crescere. Una risposta veloce e soprattutto gratuita.

Purtroppo, nonostante tutto l’entusiasmo che io possa avere, non credo che la  situazione cambierà. Per oggi torno al mio lavoro, vi lascio alle vostre occupazioni.

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