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Il Fisco ha calcolato che saranno circa mezzo milione i contribuenti costretti a non usufruire del regime dei minimi per mancanza dei nuovi requisiti imposti dall’ultima manovra finanziaria (controlla se hai tutti i requisiti per usufruire del regime dei ‘superminimi’).

Quanto costa in termini di tasse l’uscita dal regime dei minimi con tassazione sostitutiva al 20% rispetto alla tassazione ordinaria Irpef e relative addizionali?
Seguiamo l’esempio di massima di un professionista iscritto alla gestione separata Inps che ha percepito compensi per 20.000,00 euro annui (non teniamo conto delle spese e delle ritenute d’acconto sulle fatture):

Il professionista in regime dei minimi scomputerà dai compensi il 26,72% dovuto all’Ente e cioé 5.344,00 euro. Le somme dovute all’Inps sono deducibili dal reddito lordo, il reddito netto quindi ammonterà a 14.656,00 euro. Su questa somma si calcola l’imposta sostitutiva del 20%, quindi 2.931,00. Il professionista in regime dei minimi pagherà un ammontare pari ad euro 8.275,00 di tasse e contributi previdenziali a fronte di un reddito netto pari ad euro 11.725,00.

Il professionista soggetto ad Irpef sottrae lo stesso importo (5.344,00 euro) dal reddito lordo ai fini previdenziali per ottenere l’imponibile di euro 14.656,00.
Calcola le tasse da pagare, in questo caso si applica l’aliquota del 23%, di conseguenza l’Irpef lorda è pari a 3.371,00 euro. Da questa cifra però si deve sottrarre la detrazione a favore dei lavoratori autonomi di 770,00 euro, quindi l’Irpef netta è pari ad euro 2.601,00.  Calcola le addizionali (ad es. Regionale con aliquota al 1,4% e Comunale con aliquota al 0,8%) che ammontano ad euro 324,00.
L’ammontare di tasse e contributi Inps del professionista saranno pari ad euro 8.267,00, a fronte di un reddito netto pari ad euro 11.733,00.

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