Ritenuta d'acconto lavoratori autonomi

Ritenuta d’acconto lavoratori autonomi

Ritenuta d’acconto lavoratori autonomi: guida completa 2026

In seguito al mio intervento al Seminario di Milano, propongo questo breve post come reminder per coloro che si trovano ad ‘operare’ con la ritenuta d’acconto.

La ritenuta d’acconto è uno degli adempimenti fiscali che i professionisti con partita IVA ordinaria incontrano più frequentemente nei rapporti con clienti titolari di partita IVA. Eppure genera ancora molti dubbi: chi la applica, su quale importo, quando si versa. Questa guida risponde in modo pratico a tutte le domande principali, con un’attenzione specifica alla situazione di chi opera nel 2026.

Importante: se sei in regime forfettario, non si applica la ritenuta d’acconto. Il tuo committente non deve trattenerti nulla e tu non la applichi sulle tue fatture. Approfondisci il regime forfettario 2026 nella nostra guida: Regime forfettario 2026: guida completa ai requisiti, limiti e novità

Cos’è la ritenuta d’acconto

La ritenuta d’acconto è una trattenuta che il committente (sostituto d’imposta) effettua sul compenso del professionista al momento del pagamento, versandola direttamente all’Erario per conto del lavoratore. In pratica, una parte dell’IRPEF dovuta dal professionista viene anticipata dal cliente. Per questo si chiama “d’acconto”: non è un’imposta definitiva, ma un acconto che il professionista recupera in sede di dichiarazione dei redditi.

Chi è soggetto alla ritenuta d’acconto

Sono soggetti a ritenuta d’acconto i lavoratori autonomi e i professionisti che:

  • hanno una partita IVA in regime ordinario (IRPEF ordinaria, non forfettario);
  • emettono fattura nei confronti di un committente titolare di partita IVA (imprenditore, società o altro professionista);
  • non applicano il regime forfettario, che esenta in modo specifico da questo adempimento.

Non è soggetto a ritenuta d’acconto: chi riceve il compenso da un privato senza partita IVA (es. un consumatore finale), perché in quel caso non esiste un sostituto d’imposta.

Aliquota e base imponibile nel 2026

Aliquota ordinaria: 20%

L’aliquota standard della ritenuta d’acconto è pari al 20% del compenso imponibile. Si applica sui compensi per l’esercizio di arti e professioni (art. 25 DPR 600/1973).

Su quale importo si calcola

La base di calcolo varia in base alla posizione previdenziale del professionista:

  • Iscritti a Casse previdenziali private (avvocati, ingegneri, architetti, medici, ecc.): la ritenuta si calcola solo sul compenso netto, senza la rivalsa previdenziale eventualmente applicata.
  • Iscritti alla Gestione Separata INPS (consulenti, freelance non iscritti ad Albi, content creator, sviluppatori ecc.): la ritenuta si calcola sul compenso più la rivalsa INPS del 4% addebitata al cliente.

Esempio di fattura contribuente iscritto alla Gestione Separata INPS:

Voce Importo
Imponibile (compenso) € 1.000,00
Rivalsa INPS 4% € 40,00
IVA 22% (su 1.040,00) € 228,80
Totale lordo fattura € 1.268,80
– Ritenuta d’acconto 20% (su € 1.040,00) – € 208,00
Totale da pagare al professionista € 1.060,80

Termini di versamento della ritenuta d’acconto

Il committente (sostituto d’imposta) deve versare la ritenuta all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della fattura, utilizzando il modello F24 con:

  • Codice tributo: 1040 (ritenute su redditi di lavoro autonomo)
  • Mese di riferimento: il mese in cui è stata pagata la fattura
  • Anno di riferimento: l’anno di competenza

Esempio: fattura pagata il 10 marzo 2026 → il committente versa la ritenuta entro il 16 aprile 2026, F24 con codice 1040, mese 03, anno 2026.

Certificazione Unica dei compensi: obblighi e scadenze

Entro il 16 marzo di ogni anno, il committente che ha applicato ritenute d’acconto nell’anno precedente è obbligato a:

  • trasmettere telematicamente la Certificazione Unica (CU) all’Agenzia delle Entrate;
  • consegnare una copia al professionista.

La CU certifica i compensi percepiti e le ritenute versate all’Erario nell’anno precedente. È un documento fondamentale: conservalo con cura, perché l’Amministrazione Finanziaria lo utilizza per verificare la correttezza della tua dichiarazione dei redditi. Se il committente non te la invia entro la scadenza, hai il diritto di richiederla formalmente.

I dati vengono poi utilizzati dal committente per compilare il modello 770, la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta.

Ritenuta d’acconto e regime forfettario: la differenza fondamentale

Se operi in regime forfettario, sei completamente esonerato dalla ritenuta d’acconto, sia in entrata che in uscita:

  • le fatture che emetti non devono includere la ritenuta d’acconto (e il committente non deve trattenerti nulla);
  • quando paghi un altro professionista forfettario, non devi applicare la ritenuta.

In fattura è obbligatorio indicare la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario. Imposta non dovuta ai sensi dell’art. 1, c. 67, L. 190/2014. Compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, c. 67, L. 190/2014.”

Se vuoi approfondire i requisiti, i limiti di ricavi e le novità del regime forfettario per il 2026, leggi la nostra guida completa: Regime forfettario 2026: guida completa ai requisiti, limiti e novità

Domande frequenti

Il cliente privato (senza partita IVA) deve applicare la ritenuta?

No. Solo i committenti titolari di partita IVA (imprese, professionisti, enti) sono sostituti d’imposta e hanno l’obbligo di applicare e versare la ritenuta.

Cosa succede se il committente non versa la ritenuta?

Il professionista deve comunque dichiarare il reddito e pagare l’imposta in dichiarazione. L’omesso versamento è un illecito del committente, non del professionista.

La ritenuta si applica anche sui rimborsi spese?

Dipende. I rimborsi spese analitici documentati e addebitati a piè di lista (es. biglietti di treno, hotel) non sono soggetti a ritenuta se separati dal compenso. I rimborsi forfettari o non documentati rientrano invece nel compenso e sono soggetti a ritenuta.

Posso recuperare la ritenuta subita?

Sì. Le ritenute d’acconto subite nel corso dell’anno si detraggono dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi. Se l’importo delle ritenute supera l’imposta dovuta, generi un credito fiscale che puoi utilizzare in compensazione o richiedere a rimborso.

Hai dubbi sulla tua situazione specifica?

Gestire correttamente la ritenuta d’acconto è importante per evitare errori in dichiarazione. Se hai dubbi su come applicarla o su quale regime fiscale sia più conveniente per la tua attività, contattami per una consulenza specializzata.

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28 Commenti

  1. Ciao e complimenti per l’articolo molto interessante e ben fatto.
    Avrei bisogno di un chiarimento.
    Un ingegnere civile regolarmente iscritto all’albo mi sta curando le pratiche per la ristrutturazione della mia casa. Lui non ha partita IVA per cui immagino che a fine lavori mi presenterà una ricevuta con ritenuta d’acconto. Poiché mi sto avvalendo del recupero del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, vorrei sapere se anche in quel caso vale il discorso che hai fatto, ovvero che pago l’ingegnere dell’importo pattuito, poi entro il 16 del mese successivo pago la ritenuta del 20%. In questo caso poi per entrambe le spese (onorario ingegnere + ritenuta del 20%) posso recuperare il 36%?

    1. Si la ritenuta va pagata secondo quelle modalità. Per le ristrutturazioni rientrano anche le spese di progettazione e le altre prestazioni professionali connesse. Si portano in detrazione i compensi pagati (mediante bonifico bancario).
      Cordiali saluti

  2. Ma adesso non sono obbligatori i buoni lavoro per i lavori occasionali e per chi svolge lavori dal guadagno inferiore a 5000 euro ?

    1. Il sistema dei voucher, di cui mi ripropongo di scrivere un articolo a breve, non ha fatto venir meno l’obbligo del versamento della ritenuta per i professionisti, siano essi iscritti alle casse professionali che alla Gestione Separata INPS. E’ a questo adempimento che l’articolo si riferisce.
      Cordiali saluti

  3. Spettabile Consulente Commercialista,

    Ho trovato molto utile l’articolo che ho letto riguardo alla ritenuta d’acconto lavoratori autonomi. Avrei pero’ un paio di domande da porle.

    1) Oltre alla ritenuta d’acconto del 20% da detrarre al mio imponibile, quanto ulteriormente devo detrarre in % per il versamento all’Inps ( Oltre ovviamente al 4% che mi viene riconosciuto dal cliente).

    2)Il mio cliente non ha partita IVA, in quanto si tratta di un B&B e possono non averla, questo cosa comporta?

    La ringrazio per l’attenzione

    In attesa di una vostra risposta

    Cordiali Saluti

    Villa Tommaso

    1. Non si devono applicare detrazioni ai fini Inps in fattura ma eventualmente applicare solo la rivalsa (al 4%). Se il nostro cliente non è titolare di partita Iva non si dovrà applicare la ritenuta d’acconto. Cordiali saluti

  4. Ciao,vorrei avere dei chiarimenti in merito all’articolo “Non ho la partita iva: come fatturo al cliente finale?”.
    Premetto che sono molto ignorante in materia.
    Se io sono il lavoratore autonomo e non ho partita IVA e mi faccio pagare con ritenuta d’acconto, come devo emettere la ricevuta?
    Cioè la ricevuta in quest caso cos’è? Semplicemente un foglio con scritto sopra il prezzo?
    Grazie

  5. Salve,
    da webdesigner ho realizzato un lavoro per un’azienda. Adesso devo emettere la fattura, ma mi trovo in una situazione un po particolare. Io sono un architetto iscritto all’ordine dal 2008, ma non dispongo di partita iva in quanto non mi è mai capitato di svolgere lavori che mi comportassero un guadagno annuo superiore ai 5000€. Nella ricevuta con ritenuta d’acconto ho visto che bisogna mettere la dicitura “Il sottoscritto dichiara di non essere titolare di partita Iva e di non essere iscritto ad alcun albo professionale”, posso semplicemente omettere la parte in cui dichiaro di non essere iscritta ad alcun albo professionale, oppure nel mio caso la ricevuta deve essere compilata in maniera differente? Inoltre la marca da bollo è sempre di 1,81€?
    Grazie per la vostra disponibilità.

    1. La dicitura che ha citato si riferisce al fatto che un professionista iscritto ad un albo professionale non può emettere ricevute per prestazioni occasionali. Questo perché il Fisco presume che ciascuna prestazione fornita da un professionista iscritto al relativo albo professionale non possa avere il carattere dell’occasionalità.
      In caso di controlli da parte del fisco circa l’emissione di ricevute di prestazione occasionale da parte sua, avrebbe l’onore di dimostrare il carattere dell’occasionalità della prestazione di lavoro. Personalmente seguo sempre la tesi del Fisco, quindi professionista iscritto ad albo professionale = apertura partita iva.
      Cordiali saluti

  6. Buongiorno, ho una domanda relativa alle ritenute d’acconto applicate dalla banca sui lavori di ristrutturazione.
    Non avendo il nostro commercialista detratto al tempo quelle del 2011 posso reintegrare nella prossima dichiarazione, visto che l’importo è notevole, non vorrei perderle? Se sì come devo fare?
    Grazie mille,
    cordiali saluti

    1. Nelle istruzioni delle dichiarazioni potrà verificare che per ogni tipo di detrazione esistono dei periodi, delle ‘finestre temporali’ da considerare per poter usufruire delle detrazioni. Se non rientra nei casi previsti, non può portare in detrazione le spese. Cordiali saluti

  7. Salve io ho una ditta individuale e il commercialista mi ha inviato oggi f24 con codice tributo 1040 di € 405 perche’ devo pagarlo io?

    1. Penso possa chiederlo al suo consulente, saprà sicuramente rispondere alla sua domanda. Cordiali saluti

  8. Buongiorno, volevo chiedere chiarimenti in merito a quanto segue:
    “Entro il 28 febbraio di ogni anno successivo, il committente che ha versato al lavoratore le ritenute d’acconto è obbligato per legge ad inviare la certificazione dei compensi assoggettati a ritenuta, in cui sono indicati i compensi pagati e le relative ritenute versate, dovrà poi compilare il modello 770”.

    Sono amministratore di condominio e in qualita’ di rappresentante, avrei un dubbio. Devo attenermi a quanto sopra riportato anche nei confronti di imprese S.n.c. e S.r.l. o soltanto nei confronti di lavoratori autonomi?

    Certo di una sua risposta, La ringrazio augurandole una buona giornata.

    1. L’articolo si riferisce in modo specifico alle ritenute d’acconto subite dai lavoratori autonomi e dai professionisti, per casistiche differenti consiglio di rivolgersi a consulenti che trattino della materia. Cordiali saluti

  9. Ottimo l’articolo, ma voglio chiederti : nel caso di smarrimento del f 24 con il quale si é provveduto al versamento della ritenuta, non si ricorda attraverso quale istituto od ufficio pt é stato effettuato il versamento al professionista che deve redigere il mod 770 oltre alla fattura puo essere esibita una ristampa del f24 dell’ ag delle entrate?

    1. Grazie. I dati relativi ai versamenti possono essere reperiti tramite il cassetto fiscale di ogni contribuente, il consulente fiscale lo dovrebbe sapere. Cordiali saluti

  10. Salve. Nel caso in cui ci fossero più committenti invece come funziona? Si seguono sempre i numeri progressivi o si inizia un nuovo numero di ricevuta? Se invece di un servizio si forniscono creazioni fatte a mano da un’hobbista funziona ugualmente? Grazie in anticipo.

  11. Salve. Vorrei farle una domanda. Normalmente le ritenute si pagano entro il 16 del mese successivo. La mia commercialista mi da ogni volta 4 parcelle all’anno con indicate le relative ritenute d’acconto. Tuttavia mi invia ogni estate un F24 con il codice 1040. Vorrei sapere come mai in questo caso pago le ritenute tutte in una volta e vorrei sapere se le ritenute che vado a pagare ad esempio ad Agosto 2015 si riferiscono alle 4 parcelle relative all’anno 2014. Grazie.

    1. Ritengo sia corretto rivolgere direttamente questa domanda alla sua commercialista per chiedere chiarimenti. Cordiali saluti

  12. Salve avrei dovuto pagare entro il 16/15/2015 una r.a. di €. 40,00.
    La pago ora qual’è l’importo da versare comprensivo di mora ed interessi.
    Quali codici bisogna utilizzare?

  13. Scusate avrei bisogno di un chiarimento: chi deve produrre l’ f24 da pagare? Mi spiego per la mia ditta ho dovuto avvalermi della collaborazione di un professionista Agronomo, sarebbe già il secondo hanno e mentre l’ anno scorso non mi ha chiesto niente quest’ anno mi ha chiamata dicendo che dovevo andare dal mio commercialista per farle fare l’ f24 per poi pagarlo. Perchè devo farlo io e non me lo ha mandato lei come mi è sempre sempre successo con altri professionisti?

    1. In realtà chi paga la parcella del professionista deve anche occuparsi del versamento della ritenuta d’acconto relativa alla fattura. Alcuni professionisti potrebbero inviarle il modello di pagamento ma non è un obbligo farlo.
      Cordiali saluti

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