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Tassazione sostitutiva per il nuovo regime dei minimiCon comunicato datato 22 dicembre 2011 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le ‘Modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità’, cioé il regime dei minimi 2012.

Vediamo nel dettaglio alcuni punti fondamentali del nuovo regime.

“…l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente, non opera laddove il contribuente dia prova di aver perso il lavoro o di essere in mobilità per cause indipendenti dalla propria volontà…”

La causa indipendente dalla volontà del lavoratore è sicuramente la chiusura anticipata dell’azienda (fallimento o altre procedure straordinarie) oppure il licenziamento del lavoratore. Se il contratto di lavoro prevedeva termini espliciti di durata non si può dire che il lavoratore non poteva essere a conoscenza della cosa. Prendiamo ad esempio i contratti a progetto che prevedono durata determinata o determinabile e nei quali si può avere una clausola di preavviso che autorizza il datore di lavoro a terminare il contratto dando solo il preavviso determinato nella clausola stessa senza dare giusta causa.

“…i soggetti… omissis… che hanno intrapreso un’attività di impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007…”

Possono accedere al regime dei minimi solo coloro i quali hanno aperto la partita Iva dopo tale data. Gli altri sono tutti esclusi.

“…che hanno optato per il regime ordinario ovvero per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo di cui all’articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, possono accedere al regime fiscale di vantaggio per i periodi di imposta residui al completamento del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età. Resta fermo il vincolo triennale conseguente all’opzione per il regime ordinario…”

Cosa significa questo punto? Chi ha aperto la partita Iva scegliendo il regime delle nuove iniziative produttive oppure il regime contabile ordinario può, trascorso il vincolo di applicazione triennale del regime prescelto, optare per il nuovo regime dei minimi per i due anni rimanenti. Questo perché il regime può essere generalmente utilizzato per un quinquennio dall’apertura della partita Iva, ovviamente sempre che ricorrano tutti i requisiti richiesti dalla normativa (leggi il mio articolo).

Il regime vale per più di cinque anni per i più giovani. Esempio:

Professionista che nel 2009 ha aperto la partita Iva (a 28 anni) optando per il regime delle nuove iniziative produttive. Nel 2009/2010/2011 permane nel suddetto regime, nel 2012, avendone i requisiti, opta per il nuovo regime dei minimi. I cinque anni (norma generale di applicazione) finirebbero nel 2013 ma a quella data il nostro professionista avrebbe 32 anni. Può rimanere ancora nel regime dei minimi fino al 2016 (anno di compimento dei 35).

“…sul reddito imponibile…omissis… si applica l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali di cui al comma 105, ridotta al 5 per cento…”

Il reddito del nuovo minimo sarà tassato al 5%, questa tassazione si dice sostitutiva perché sostituisce, per l’appunto, le imposte sui redditi delle persone fisiche (IRPEF) e le addizionali comunali e regionali.

“… i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto di imposta….”

I minimi NON calcolano la ritenuta d’acconto in fattura. La ritenuta d’acconto che in precedenza era pari al 20% non diminuisce al 5% perchè questa percentuale si riferisce alla tassazione del reddito. E’ stata completamente eliminata, i contribuenti dovranno però fornire i clienti di una dichiarazione in cui si afferma che i compensi (o i ricavi) sono assoggettati ad imposta sostitutiva (questo può essere un esempio, in attesa dell’AdE).

Questo perché i crediti derivanti dalle ritenute versate dai clienti (in qualità di sostituti d’imposta) sarebbero stati sempre maggiori rispetto ai debiti derivanti dalle tasse con imposta al 5%. I nuovi minimi si sarebbero trovati sempre a credito determinando una situazione di assoluta disparità con gli altri contribuenti.

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